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In Liguria torna il grifone, avvistamento a Pra'

Avvistato a Pra' il giovane Grifone Acale, reintrodotto in natura lo scorso 5 settembre grazie all'Unione Italiana Giardini Zoologi e Acquari (Uiza)

E' stato avvistato nei pressi del sito di osservazione di Costa Fagaglia, a Pra', Acale, esemplare di grifone di cinque mesi per cui l'Uiza aveva lanciato una campagna Facebook per la ricerca del nome e rilasciato lo scorso venerdì 5 settembre. L'avvistamento è stato fatto durante il campo di monitoraggio organizzato dalla Rete Osservatori Liguri dedicato alla migrazione post-nuziale del Biancone (Circaetus gallicus).

Gli osservatori presenti sul posto hanno prontamente avvisato gli esperti dell’Uiza e i tecnici della Riserva Naturale del Lago di Cornino, in gestione dall'1 settembre alla Cooperativa Pavees, socio UIZA.

«Le letture di anelli di riconoscimento avvengono solitamente nei luoghi di nidificazione e/o rilascio oppure nei siti di alimentazione ma raramente durante gli spostamenti giornalieri - dichiara l'osservatore Marcello Bottero - L’evento eccezionale è che F63 in pochi giorni abbia percorso oltre cinquecento chilometri per giungere su una delle rotte migratorie più importanti d’Italia che attraversa la Genova in particolare. Inoltre, grazie  ai numerosi progetti europei, stanno aumentando anche nella nostra regione le osservazioni di questa specie».

Sebbene le immagini siano state scattate da una notevole distanza, è ben visibile la sigla F63 posta come d’abitudine sull’anello d’identificazione applicato ad Acale poco prima della liberazione.

«Al momento del rilascio - commenta Fulvio Genero dalla Riserva Naturale del Lago di Cornino che prosegue - Acale si è involato verso l’ampio greto del Fiume Tagliamento e non è stato più osservato. I giorni successivi abbiamo accuratamente monitorato il  punto di alimentazione dei grifoni senza però trovare alcuna traccia di F63…con una certa preoccupazione».

Per Cesare Avesani Zaborra, presidente UIZA e direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo, «il ripopolamento delle Alpi da parte delle due specie di avvoltoio Grifone e Gipeto, si è reso possibile solo grazie alla capacità di allevarle in ambiente controllato. Il sostegno dell'uomo alla riproduzione, nei confronti di animali che allo stato selvatico investono tutte le energie nella produzione di un solo uovo, raddoppia la possibilità della conservazione della specie».

Già in passato, riferiscono gli esperti dell’UIZA e della Riserva Naturale del Lago di Cornino, si sono verificati casi di grifoni rilasciati che si sono diretti verso la Liguria per poi proseguire verso Spagna e Francia.
 

Fulvio Genero, ornitologo responsabile del progetto Grifoni Osservati Speciali, ritiene molto interessante il fatto che un uccello giovane nato in voliera e quindi senza alcuna esperienza di volo abbia percorso in breve tempo delle distanze elevate. Ciò dimostra che anche i giovani che hanno lasciato da poco il nido sono in grado di acquisire rapidamente abilità nel volo e compiere lunghi spostamenti.

Questi spesso si uniscono a individui adulti o comunque con maggior esperienza e conoscenza del territorio ed è probabile che Acale abbia seguito qualche grifone francese o spagnolo che sempre più spesso frequentano le Alpi orientali, sebbene, i giovani “grifoni friulani” seguano spesso gli individui croati volando verso i Balcani.

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