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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Cronaca

Coldiretti: "Danni enormi alle coltivazioni, vanificata quasi tutta la produzione stagionale"

Luca Dalpian e Paolo Campocci: "Particolarmente colpite l’orticoltura, la viticoltura e l’olivicoltura tigulline, chiederemo alla Regione lo stato di calamità naturale"

Coldiretti chiederà alla Regione lo stato di calamità naturale dopo la forte grandinata che ha flagellato il Tigullio tra costa ed entroterra giovedì 18 agosto 2022 (a questo link tutti gli aggiornamenti in diretta), soprattutto nelle zone comprese tra Chiavari, Lavagna e Sestri Levante, causando ingenti danni alle coltivazioni della zona, prime tra tutte quelle dedite alla viticoltura, all’orticoltura e all’olivicoltura. 

VIDEO | Violenta grandinata e danni nel Tigullio

“Si tratta di un fenomeno purtroppo atteso - spiegano Luca Dalpian e Paolo Campocci, presidente e direttore di Coldiretti Genova - la cui violenza e i cui esiti contribuiscono a indebolire ulteriormente un’agricoltura già stremata dalla forte siccità che ormai da mesi imperversa nella nostra regione e in tutta Italia e dalla situazione economica contingente. In questo scenario, risultano particolarmente colpite dal maltempo l’orticoltura, la viticoltura e l’olivicoltura tigulline, sia sul versante costiero che nell’entroterra, con danni che, per quanto riguarda soprattutto il settore vitivinicolo e olivicolo, hanno purtroppo finito per vanificare quasi tutta la produzione della stagione. Per queste ragioni - concludono - Coldiretti è pronta a chiedere a Regione Liguria lo stato di calamità naturale, così da poter aiutare attraverso un’azione concreta e contribuiti economici puntuali le nostre aziende agricole ormai allo stremo".

Magni (Cgil): "Intervenga lo Stato"

Sull'emergenza maltempo è intervenuta anche la Cgil, il segretario generale della Camera del Lavoro di Genova Igor Magni ha chiesto l'intervento dello Stato: "La situazione che si sta verificando nella nostra provincia e in altre zone della Liguria, che ha causato molti danni e mette in difficoltà imprese e  lavoratori di alcuni settori, deve vedere un intervento dello Stato. Ma quanto sta accadendo in tutta Italia, ci deve obbligatoriamente far riflettere sulla situazione climatica. Certamente serve prevenire, adoperarsi per tutelare il territorio e renderlo più difficilmente attaccabile dai fenomeni climatici che però ci parlano di una emergenza inascoltata. Si è rimandato in continuazione al futuro, ad altre generazioni che pagano e pagheranno questa condizione, solo in parte evoluzione naturale del pianeta. Possiamo produrre, abitare, viaggiare e alimentare la nostra civiltà diversamente, in modo sostenibile, senza continuare ad aggredire il pianeta. La terra saprà adattarsi e cambiare; noi credo di no e il tempo che resta è davvero poco".

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