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Rapina gioielleria Donato: ecco come la polizia ha incastrato la banda

Prima della violenta rapina alla gioielleria Donato consumata in corso Martinetti a Sampierdarena il 4 settembre, alcuni componenti della banda si sono intrattenuti nei pressi di una rivendita di tabacchi e di un supermercato

Il 25 settembre 2013, la polizia di Stato di Genova, ha proceduto a Milano al fermo di indiziato di delitto di quattro cileni ritenuti responsabili della violenta rapina alla gioielleria Donato consumata in corso Martinetti a Sampierdarena il 4 settembre.

In quella circostanza, dopo l’apertura della gioielleria, un uomo, apparentemente sudamericano, si è presentato presso il punto vendita e fingendosi un cliente ha chiesto gli venissero mostrati alcuni preziosi da donare alla moglie.

L’individuo è poi uscito senza acquistare nulla e dopo poco nella gioielleria, presidiata momentaneamente solo dalla moglie del titolare, hanno fatto irruzione altri due uomini che con estrema violenza hanno gettato a terra la donna legandole i polsi con del nastro adesivo.

Durante questi frangenti è rientrato in negozio anche il marito, assentatosi per una commissione in banca. L'uomo è stato immediatamente buttato in terra e colpito da numerosi calci alla testa fino a perdere i sensi.

A seguito della violenta aggressione la donna ha riportato lesioni giudicate guaribili in 25 giorni e ha subito la frattura di due costole. Il titolare è stato ricoverato in prognosi riservata.

Dai primi accertamenti svolti sul posto dalla polizia è emerso che i malviventi hanno prelevato preziosi dalla cassaforte per un valore approssimativo di cento mila euro e hanno lasciato la gioielleria dandosi alla fuga a bordo di un’auto Audi grigia. Tale autovettura è stata poi rinvenuta abbandonata in via Ullanowski a Sampierdarena. L’auto, un’audi A4 station wagon risulterà rubata a il 31 luglio.

In sede di sopralluogo, grazie anche ad alcune testimonianze raccolte e alla scrupolosa ricerca di immagini utili in zona, è stato possibile accertare che i rapinatori erano almeno tre e che prima di consumare la violenta rapina si erano intrattenuti nei pressi di una rivendita di tabacchi e di un supermercato.

FA LA SPESA AL SUPERMERCATO PRIMA DELLA RAPINA, IL VIDEO

Le investigazioni seguenti, che si sono avvalse anche di complesse attività tecniche e scientifiche, grazie anche al supporto del personale del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, hanno consentito di focalizzare l’attenzione su alcuni individui, filmati nel supermercato e nel tabacchino, e su alcune utenze cellulari, intestate a prestanome che, dai successivi sviluppi sono risultate gravitare nella provincia di Milano ove venivano focalizzate le attenzioni del personale della polizia.

Il monitoraggio di numerose utenze cellulari, i pedinamenti predisposti, grazie anche alla collaborazione del personale della squadra mobile di Milano, hanno consentito di focalizzare l’attenzione su un gruppo di giovani cileni, con piccoli precedenti di polizia o incensurati che, nonostante non svolgessero alcuna attività lavorativa, risultavano avere un tenore di vita particolarmente elevato. Solo nell’ultima settimana avevano acquistato due autovetture ed effettuato una lunga vacanza a Parigi.

I dubbi si sono diradati dopo il confronto delle immagini di alcuni di essi con quelle ricavate dal supermercato e dal tabacchino.

Nella circostanza sono stati identificati Cesar Antonio Silva Nunez di anni 25 e Richard Antonio Bahamondes Vejar, 31 anni, rispettivamente colui che è presente nel tabacchino e colui che è presente nel supermercato.

Gli approfondimenti sul gruppo hanno consentito di identificare tutta la banda, composta anche da una donna, Margarita Ingrid Ulloa Oyarzun, cilena di anni 44, compagna di Bahamondes, che si accerterà esser presente a Genova il 30 agosto pomeriggio ed essere la donna che, fingendosi una cliente, aveva visionato alcuni oggetti in oro nella gioielleria Donato con l’intento di effettuare un sopralluogo finalizzato ad agevolare nell’azione i complici.

Nel corso delle indagini è stata accertata l’estrema pericolosità di tale gruppo criminale, oltre alla particolare violenza con cui hanno aggrediti i coniugi Donato.

Infatti, il 25 settembre scorso sono stati acquisiti concreti indizi circa la possibilità che la banda stesse per consumare una rapina nella provincia di Milano.

I pedinamenti svolti dal personale della squadra mobile di Genova e Milano oltre che appurare la veridicità dei piani della banda, hanno consentito di bloccare Richard Antonio Bahamondes Vejar e Paulo Pena Felipe Echeverria, 20 anni, unitamente a un altro connazionale, a Pero (MI), nelle vicinanze di una gioielleria.

Cesar Antonio Silva Nunez di anni 25 è stato bloccato sulla metropolitana di Milano alla stazione di Loreto mentre tentava di scappare. Margarita Ingrid Ulloa Oyarzun, cilena di anni 44 è stata fermata a Monza.

Il quadro investigativo raccolto è stato confortato dall’esito delle perquisizioni domiciliari nel corso delle quali sono stati sequestrati gioielli e orologi dei quali la banda non era in grado di giustificare la provenienza.

Importante anche il contributo della polizia scientifica che sul nastro adesivo utilizzato per legare la moglie del titolare della gioielleria rapinata ha rilevato le impronte di Richard Antonio Bahamondes Vejar.

Tutti dovranno rispondere del reato di rapina aggravata e lesioni. Proseguono le indagini volte ad accertare l’eventuale appartenenza alla banda di altri complici e il loro coinvolgimento in analoghi episodi delittuosi.

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