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Un anno di Genova: il 2014 tutto d'un fiato

Va in archivio un anno da dimenticare, un 2014 che ha messo nuovamente in ginocchio Genova con ben due alluvioni e una crisi che sembra senza fine. Riviviamo i fatti principali tutti d'un fiato

Ogni anno ci ritroviamo qui, con la nostra Genova a pezzi, a stilare un resoconto dei fatti più importanti avvenuti negli ultimi mesi. Ogni anno pensiamo sempre che il fondo sia stato toccato, che ci sia solo spazio per risalire. Ogni anno, e il 2014 non è un’eccezione, ci dobbiamo ricredere.

Si chiude un altro anno da dimenticare per Genova, un altro anno fatto di crisi, morti, incidenti, proteste e soprattutto alluvioni, alluvioni che hanno messo letteralmente in ginocchio la città e tutti i suoi cittadini. Alluvioni da cui Genova si è rialzata, o sta provando a farlo, solamente grazie alla forza dei genovesi, “mugugnoni” sì, ma i primi a rimboccarsi le maniche quando c’è da faticare. Un esercito di Angeli del Fango, questa è la copertina del 2014 che sta per chiudersi e che insieme a voi vogliamo ripercorrere nei suoi momenti più importanti, sia quelli belli sia quelli brutti.

Come ogni anno non è stato facile scegliere 12 avvenimenti per descrivere un anno intero. Ci vorrebbero paginate intere per parlare della crisi che mese dopo mese, giorno dopo giorno ha messo in difficoltà i genovesi, dalla Piaggio Aero all’Oms Ratto, passando per tutte le imprese, medie e piccole, che sono state costrette a chiudere. Stesso discorso per quanto concerne le morti, dagli omicidi, Rapallo, Davagna o Campi in primis, agli innumerevoli suicidi, passando per gli incidenti stradali che ancora una volta hanno fatto molteplici vittime sulle strade genovesi.

Un anno di scandali, dalla Carige, con l’arresto di Berneschi, all’Amiu, con ben sette ordinanze di custodia cautelare per altrettanti dirigenti. Un anno di sport, anno particolare soprattutto per la Samp con l’avvento di Massimo Ferrero e la morte di Vujadin Boskov, col doppio derby vinto dai blucerchiati, ma con una città intera che sogna in serie A sia sponda Doria che sponda Genoa con le due genovesi mai così in alto nel passato recente e con la prima storica promozione in serie B della Virtus Entella.

Ma come ribadito più volte il 2014 verrà di certo ricordato come l’anno delle allerte, delle alluvioni, delle frane, di un meteo che non ha dato pace alla nostra Genova. Una Genova a pezzi, una Genova che nel 2015 dovrà provare a rialzarsi. Ancora una volta.

SCARPINO, DAL PERCOLATO ALLA CHIUSURA

scarpino discarica rifiuti-2L'emergenza rifiuti è stato uno dei temi caldi dell'anno appena trascorso. A gennaio i primi campanelli d'allarme con uno sversamento di percolato nel rio Cassinelle e nel Chiaravagna. Trascorrono pochi giorni e a fine mese alcuni residenti della zona finiscono in ospedale per sintomi sospetti. Ma la svolta, in negativo purtroppo, arriva all'inizio di giugno, quando la discarica viene chiusa.

Comune e Regione, dopo essersi rimbalzati le responsabilità, hanno cercato soluzioni alternative, come conferire i rifiuti fuori regione, con evidenti ricadute economiche sui cittadini. A ottobre la discarica viene temporaneamente riaperta per accogliere i detriti dell'alluvione. Passano i mesi e le vie della città si riempiono di sacchetti di spazzatura, a causa anche di alcuni scioperi del personale di Amiu. Nel frattempo prosegue la distribuzione dei bidoncini per la raccolta differenziata, ma i risultati faticano ad arrivare. A pochi giorni dalla fine dell'anno pare che sia stato raggiunto un accordo per conferire parte dei rifiuti del comune di Genova a Saliceti nello spezzino. Gli abitanti della zona sono già pronti a fare sentire il loro dissenso. Insomma, tutt'altro che un problema risolto. Un dato su tutti: l'obiettivo di raccolta differenziata, che andava raggiunto nel 2003, era quello del 65%. Genova al momento è sotto il 35%.

GENOA-SAMP 0-1: DOPPIO DERBY BLUCERCHIATO

gol Maxi Lopez-2Doppio derby nel 2014, doppio derby blucerchiato. La Sampdoria riscatta il pesantissimo 0-3 subito dal Genoa dell’allora tecnico Liverani, e lunedì 3 febbraio vince 1-0 contro i cugini rossoblù. Decide tutto il gol di Maxi Lopez. Stesso risultato nella stagione successiva, nel primo derby targato Massimo Ferrero. Questa volta, domenica 28 settembre, decide la punizione di Manolo Gabbiadini, ma non mancheranno le polemiche.

Ma andiamo con ordine. Iniziamo dal 3 febbraio. Un derby nato sotto le polemiche per un orario, quello delle 12.30 di domenica 2 febbraio, sgradito dai più. Dai tifosi, contrari al “lunch match” ai genovesi, vista la concomitanza con la Fiera di Sant’Agata. E così, dopo un vertice last minute in Prefettura la gara viene spostata al giorno seguente, al lunedì sera, calcio d’inizio alle ore 20.45. La gara non sarà di certo delle più entusiasmanti dal punto di vista del gioco. Vincerà la Samp 1-0, col gol di Maxi Lopez, sul quale Sinisa Mihajlovic aveva deciso di puntare ad occhi chiusi, mandandolo in campo dal primo minuto dopo averlo fortemente voluto dal Catania. E l’argentino lo ripaga col gol decisivo, arrivato al 23’ dopo uno scambio rapido con Eder. Nella ripresa il Genoa prova a fare qualcosa in più, la Samp regge e porta a casa tre punti che vendicano il tremendo 0-3 dell’andata. E Sinisa dimostra di avere subito feeling con il derby.

Feeling che sarà confermato domenica 28 settembre. Virtualmente balziamo avanti nel tempo di ben sette mesi. Stagione 2014-2015, squadre completamente rinnovate, Samp con un nuovo presidente, l’istrionico Massimo Ferrero, Genoa con una squadra come sempre rivoltata dalla testa ai piedi dal solito Enrico Preziosi. Si rinnova la sfida in panchina tra Mihajlovic e Gasperini, la vince ancora il serbo. Vince la Samp, vince 1-0 con un gol al 75’ di Manolo Gabbiadini, una punizione beffarda, che il Genoa contesta per qualche posizione dubbia in area. Partita orrenda dal punto di vista dello spettacolo, zero le occasioni da gol, fino alla rete di Gabbiadini. Nel finale sussulto rossoblù, ma Viviano salva su Pinilla. Altri tre punti per la Samp, primo derby targato Massimo Ferrero e appuntamento a sabato 21 febbraio, quando in notturna andrà in scena uno spettacolo che solo il derby della Lanterna sa regalare.

22 MAGGIO: SCANDALO CARIGE, ARRESTATO BERNESCHI

giovanni berneschi © Tm News Infophoto-2L’era Berneschi si era già chiusa il 30 settembre 2013, con la nomina in Carige del nuovo presidente, Cesare Castelbarco Albani, ma il nome di Berneschi tornerà a risuonare su tutte le prime pagine dal 22 maggio 2014. A conclusione di un'articolata indagine la Guardia di Finanza di Genova ha eseguito 7 provvedimenti cautelari nei confronti di esponenti di spicco del precedente management del gruppo Carige e di alcuni professionisti ed imprenditori immobiliari. A finire in manette anche Giovanni Berneschi, l’ex presidente del Consiglio di Amministrazione di Banca Carige spa nonché all’epoca vice presidente dell’A.B.I. e della Cassa di Risparmio di Carrara.

Berneschi, secondo l’accusa, avrebbe fortemente condizionato il gruppo bancario-assicurativo con un’indebita appropriazione di cospicui fondi aziendali Banca Carige attraverso acquisizioni, in forma diretta o indiretta, di immobili e partecipazioni societarie sopravvalutati e celati dietro articolate operazioni commerciali e finanziarie, aventi l’esclusivo fine di giustificare l’esborso di somme di denaro assolutamente sproporzionate rispetto ai reali valori dei beni oggetto di compravendita. Una truffa da decine di milioni di euro. Il 30 maggio Berneschi varca la soglia del carcere di Pontedecimo, condanna poi mutata nei domiciliari dal 30 giugno.

Durante i molteplici interrogatori l’ex presidente Carige smentisce sempre tutto, ma le indagini lo smentiscono. In contemporanea aumentano le rapine alle filiali Carige, una su tutte è esemplare: «Arrestatemi, voglio vedere Berneschi» dichiarerà il rapinatore, disoccupato e incensurato, che aveva provato a mettere a segno un colpo a Busalla. Un vero e proprio terremoto in Carige e nella “Genova bene”, un terremoto che potrebbe non essere ancora finito.

27 APRILE: CI LASCIA IL GRANDE VUJADIN BOSKOV

Boskov©TM News Infophoto-2«Rigore è quando arbitro fischia», una frase che è entrata nel manuale del calcio, una frase che solo Vujadin Boskov avrebbe potuto pronunciare. Il 27 aprile 2014 ci lascia uno degli allenatori più amati della storia del calcio, uno degli allenatori che è riuscito a portare il tricolore a Genova con lo scudetto che seppe far vincere alla Samp nella storica stagione 90-91. Se ne è andato all’età di 82 anni, in silenzio.

Un allenatore amato anche dai cugini rossoblù, per la sua correttezza e professionalità. Un mister diventato famoso non solo per i propri successi, ma anche per la propria simpatia, per i suoi “ipse dixit” per le frasi famose che ancora adesso restano nel cuore dei tifosi.

Al funerale una folla commossa, tra cui anche il tecnico Sinisa Mihajlovic, gli ha voluto riservare l’ultimo saluto. La Samp lo omaggerà con il primo trofeo in suo onore, vinto in estate contro l’Eintracht Francoforte. “Sampdoria come bella ragazza a cui tutti vogliono dare baci” tra le sue frasi rimaste nel cuore dei tifosi blucerchiati. Ma visto l’anno di alluvioni e sofferenza è bene chiudere con un’altra delle sue massime “Dopo pioggia, viene sole”.

12 GIUGNO: LA SAMPDORIA CAMBIA PRESIDENTE, GARRONE LASCIA A FERRERO

sampdoria garrone ferrero © edgardo genova (1)-2Giovedì 12 giugno, la sensazione è un misto tra incredulità e scetticismo tanto che sembra di essere finiti a “Scherzi a parte”. Ma la conferenza stampa indetta dalla Sampdoria fa subito ricredere tutti: Edoardo Garrone lascia la presidenza della società blucerchiata, il nuovo presidente è Massimo Ferrero, noto produttore cinematografico, che ben presto si farà conoscere diventando uno dei personaggi più seguiti a livello mediatico.

Il neo patron ci metterà poco per farsi conoscere, “romanaccio verace” da subito si distinguerà dallo stereotipo dei presidenti impostati. A suon di ospitate nei vari talk show darà vita a siparietti, gag, battute che, in un mondo del calcio sempre più serio, rappresenteranno un vero e proprio unicum. Un’estate passata tra promesse di mercato, col il tam tam mediatico della “sorpresa” ai tifosi, che poi si rivelerà essere Gonzalo Bergessio, alle prime apparizioni televisive.

L'aspetto caricaturale del personaggio aumenta nel momento in cui anche il comico Maurizio Crozza inizia ad imitare il neo presidente blucerchiato. Primo derby vinto, prime gaffe che gli costano anche l'inibizione, ma anche primi gesti concreti per farsi amare non solo dai sampdoriani, ma anche dai genovesi, come la raccolta fondi per gli alluvionati. Un personaggio bizzarro, genuino, ma di cuore. Un personaggio positivo per la nostra Genova.

27 LUGLIO: LA COSTA CONCORDIA TORNA A GENOVA

costa concordia arrivo genova © Tm News Infophoto (71)Definirlo evento è come bestemmiare, una mancanza di rispetto per tutte le 32 vittime che hanno perso la vita in quel nefasto 13 gennaio 2012. Ma l’arrivo della Costa Concordia, di ciò che resta della Costa Concordia, a Genova non può passare inosservato. Si tratta di un avvenimento da prima pagina, senza precedenti, il Consiglio dei ministri decide per la demolizione del relitto nel porto di Genova. Inizia così, dopo le operazioni di rigalleggiamento della nave, il lungo viaggio dal Giglio all’area portuale di Prà-Voltri.

Il viaggio inizia mercoledì 23 luglio e con esso partono anche le polemiche e il business, a dir poco ignobile, dell’affitto di balconi “vista Concordia”. Sabato 26 luglio la nave inizia a vedersi all’orizzonte, domenica 27 luglio, davanti ad una folla di curiosi, alle ore 11.49 la nave entra in porto, con i rimorchiatori che trainano il relitto verso l’angolo della diga foranea del porto di Prà-Voltri. Per l’occasione anche il premier Matteo Renzi fa tappa a Genova e anche qui non mancano le polemiche per quella che dai più viene definita una “passerella elettorale”.

La soddisfazione della riuscita del viaggio e le polemiche a non finire sull’evento diventato fin troppo mediatico lasciano poi spazio alle ricerche dell’ultima vittima del disastro, Russel Rebello, il cui corpo verrà ritrovato il 3 novembre, a quasi tre anni dalla tragedia che tolse la vita al cameriere indiano.

10 OTTOBRE: TORNA L’INCUBO ALLUVIONE, UN MORTO E GENOVA IN GINOCCHIO

Brignole AlluvioneLa Natura, con la N maiuscola, non ha pietà di Genova. Dopo le alluvioni del 2010 (Sestri Ponente) e del 2011 (Fereggiano, con ben sei vittime), un nuovo nubifragio colpisce la “Superba” tra il 9 e il 10 ottobre, dopo che in estate era già stata messa a dura prova ad Arenzano e nel ponente ligure.

Caro il prezzo da pagare per la città, un morto, Antonio Campanella, 57 anni, travolto dall’esondazione del Bisagno la sera di giovedì 9 ottobre, e danni che ancora adesso pare impossibile quantificare. Tutto il centro cittadino allagato, con immagini impressionanti che arrivano da corso Torino e da Brignole. Fortunatamente il momento massimo della precipitazione si è registrato durante la notte, quando la maggior parte della gente era chiusa in casa, altrimenti il prezzo da pagare sarebbe stato molto più alto.

Il day after è di quelli da film dell’orrore. Continua a piovere e la città attende con terrore la notte e intanto inizia a fare i conti con case, negozi, macchine e mezzi di trasporto completamente alluvionati. Interi quartieri in ginocchio, Borgo Incrociati, Marassi, San Fruttuoso, giusto per fare dei nomi, ma dai comuni la situazione non è affatto migliore. Esonda lo Scrivia, Montoggio sott’acqua, danni a Busalla, Savignone, Sarissola, Casella, Crocefieschi. Situazione simile a levante, con la perturbazione che si sposta sempre più verso il Tigullio.

La paura e la disperazione presto si trasforma in rabbia e indignazione per chi avrebbe dovuto annunciare l’Allerta 2 per la notte dell’alluvione. Sotto accusa Arpal, Protezione Civile, il sindaco Marco Doria e buona parte delle istituzioni competenti. Ma non c’è tempo per le polemiche, dal cielo non arrivano segnali incoraggianti e proprio mentre la perturbazione sembrava andare verso un lento miglioramento, nella notte tra il 10 e l’11 ottobre un nuovo nubifragio colpisce Genova. Questa volta è il ponente ad essere il più colpito con una vera e proprio bomba d’acqua che attraversa tutta la via Aurelia, da Arenzano e Sampierdarena. Paura in tutta la città, si ingrossano tutti i fiumi e si allagano completamente quasi tutte le strade. Valbisagno terrorizzata per l’arrivo della perturbazione a poche ore di distanza dall’esondazione di Bisagno e Fereggiano. Fortunatamente questa volta la piena risparmia una zona che ha già dovuto pagare un prezzo troppo alto e intorno alle 5 del mattino di sabato 11 ottobre arriva il tanto sospirato miglioramento delle condizioni atmosferiche.

Nel weekend, sotto l’allerta, Genova cerca di rialzarsi e lo fa con le proprie mani. Con un esercito di “Angeli del fango” che un po’ da tutta Italia danno una mano alla città per salvare il salvabile. Continuano le proteste, i genovesi chiedono le dimissioni del sindaco Marco Doria e una sospensione delle tasse. Continua lo stato di allerta 2 fino a lunedì sera, scuole chiuse, frane, sfollati, un aspetto a dir poco spettrale per tutta la Superba. Ma il prezzo da pagare non finisce qui, oltre al danno arriva anche la beffa: sciacalli in azione come è ormai ignobile consuetudine, ma ciò che indigna ancor di più i genovesi è la notizia della maxi retribuzione ai dirigenti del Comune per il lavoro svolto per la sicurezza del territorio.

Danni per oltre 250 milioni di euro, martedì 14 ottobre torna la calma a Genova, ma sarà solo questione di giorni.

10-15 NOVEMBRE: DA LEVANTE A PONENTE, È DI NUOVO ALLUVIONE

Cornigliano 1-2Neanche il tempo di riprendersi, neanche il tempo di contare i danni che Genova è di nuovo sotto la morsa dell’alluvione. Lunedì 10 novembre è Chiavari la prima ad essere colpita, con l’esondazione di Entella, Campodonico e Rupinaro che trasformano il “caruggio dritto” in un fiume. Il day after è nuovamente un ammasso di fango in tutto il comune levantino, ma non è solo Chiavari ad essere colpita dall’alluvione, anche Carasco e Leivi sono in ginocchio e proprio da Leivi arriva il drammatico aggiornamento di un crollo di una palazzina che è costato la vita ad una coppia di anziani coniugi, Franca Iacino e Carlo Armenise.

Sabato 15 novembre il nubifragio si abbatte nuovamente su Genova. Crolla una casa a Voltri, ma questa volta sono Cornigliano e la Vapolcevera ad essere le più colpite. Intere vie trasformati in fiumi a Cornigliano, con la paura crescente per il rischio esondazione del Polcevera arrivato al limite degli argini. Il fiume esonda in più punti, fortunatamente mai sul ponte che collega Cornigliano a Sampierdarena, ma i danni sono ugualmente ingenti. Serra Riccò, Campomorone, Mignanego alluvionati e proprio a Mignanego si registra un disperso, di cui ancora adesso non si hanno notizie. Si tratta di Luciano Balestrero, 67enne uscito di casa per salvare l’automobile e travolto dalla piena del torrente Riasso a Serra Riccò. Giorni dopo i soccorsi ritroveranno l’auto senza nessuna al suo interno, ma dell’uomo non si ebbe mai traccia. A fine novembre il ritrovamento di un cadavere in Francia fa pensare che si possa trattare proprio della vittima, ma solo l’autopsia chiarirà questo mistero.

La paura si sposta in Valbisagno, ma questa volta la perturbazione non fa troppi danni. Genova torna alla “normalità” domenica 16 novembre, e ancora una volta il bilancio è drammatico, soprattutto per chi era stato già colpito dall’alluvione di ottobre. Le ossa e le bare che galleggiano nel Polcevera dopo il crollo di un muro nel cimitero di Bolzaneto sono solo uno “scatto” macabro dell’atmosfera che si respira in una città letteralmente in ginocchio.

13 NOVEMBRE: SCANDALO AMIU ED ESCORT

amiu genova-2Fra un'alluvione e l'altra esplode a Genova l'inchiesta per corruzione, turbativa d'asta, omessa denuncia e falsità ideologica, che investe i vertici di Amiu. Secondo l'accusa, i dirigenti della municipalizzata avrebbero concesso appalti agli imprenditori in cambio di notti con escort e cene.

Il gip Roberta Bossi ha emesso sette ordinanze di custodia cautelare a carico del dirigente area acquisti ufficio legale di Amiu Corrado Grondona, degli imprenditori Gino e Vincenzo Mamone, di Luigi Mamone, figlio di Vincenzo, di Claudio Deiana, titolare della società RGD, di Stefano e Daniele Raschellà, imprenditori della società Edildue. I carabinieri del Noe hanno perquisito la sede dell'azienda in via D'Annunzio.

L'ondata di arresti non fa che rendere ancora più incandescenti le tensioni, politiche ma non solo, in merito alla questione dei rifiuti e delle aziende partecipate dal Comune.

23 NOVEMBRE: OMICIDIO A CAMPI, 20ENNE UCCISO A COLTELLATE

omicidio las vegas«Ho ucciso per vendetta». Una frase che gela il sangue, una frase che fa ancora più paura se a pronunciarla è un ragazzo di soli 20 anni. Genova, domenica 23 novembre. L’omicidio avviene di fronte alla discoteca Las Vegas di Campi, zona Ikea. La vittima è un coetaneo dell’assassino, Pablo Francisco Macias Trivino. Furiosa rissa tra bande dopo una serata di eccessi all’interno del locale con la gigantesca rissa che coinvolge circa 60 persone, secondo le autorità tutte armate di coltelli, spranghe e mazza. Un morto e tre feriti, con perfino una ragazza colpita da una bottigliata in faccia che le ha rotto la mascella e spezzato tutti i denti.

Le indagini hanno portato subito all’arresto dell’assassino, anche lui sudamericano di 20 anni.  Accompagnato in questura avrebbe confessato. Per questo è stato sottoposto a fermo per omicidio volontario aggravato e tentato omicidio aggravato e trasferito in carcere a Marassi. «L'ho ucciso perché dovevo vendicare un mio amico», avrebbe detto il giovane agli inquirenti. Lo stesso ha detto di aver buttato il coltello nel fiume. Si tratta solo di una goccia che fa traboccare il vaso. Un vaso fatto di risse e violenze che ormai sono all’ordine del giorno nella movida genovese equamente suddivise tra tutto il territorio, dal centro storico a piazza Dante, Sampierdarena, Cornigliano e molti altri quartieri periferici di una Genova che non ne può più di episodi di violenza gratuiti che spaventano per le futilità delle ragioni alla base dei dissidi.

2 DICEMBRE: UNA VITA SPEZZATA A 18 ANNI

via borzoli giotto-2Anche quest'anno sono stati in molti a perdere la vita sulle strade. In particolare ricordiamo Alessandro Fontana. Martedì 2 dicembre un tir ha agganciato il 18enne per lo zaino all'incrocio fra via Borzoli e via Giotto a Sestri Ponente, spezzando la vita del giovane studente dell'Itis Calvino. I tentativi di fare riprendere conoscenza ad Alessandro sono andati avanti per una mezz'ora, ma poi i medici si sono dovuti arrendere. Quando il ragazzo è stato coperto con un telo bianco, i suoi genitori erano lì. Improvvisamente, come tante, troppe, altre volte in questo Paese, ci si rende conto solo dopo una morte evitabile, che ci si poteva pensare prima, che non è sicuro fare transitare dei tir fra migliaia di studenti, che entrano ed escono da scuola.

Per ricordare Alessandro e per chiedere alle istituzioni di intervenire, impedendo il transito dei mezzi pesanti negli orari scolastici, viene organizzata una manifestazione, a cui partecipano alcune centinaia di persone. Pochi giorni dopo in consiglio comunale si scopre che c'è allo studio un'ordinanza che vieti il transito dei tir dalle 13.15 alle 14.30. In breve tempo, in prossimità degli attraversamenti pedonali vicini alle scuole in diverse parti della città compaiono segnali orizzontali, che mettono in guardia dalla presenza degli studenti. Ora sembra sia stata colmata una lacuna grave per la sicurezza, ma questo è avvenuto solo dopo la prematura morte di un ragazzo di 18 anni.

10 DICEMBRE: OMICIDIO-SUICIDIO A RAPALLO

loddo_mazzoni-2Come ogni anno, con l'approssimarsi delle feste natalizie aumenta il rischio di gesti inconsulti, soprattutto laddove esistono situazioni a rischio. Il 10 dicembre il Tigullio viene scosso da un episodio particolarmente triste: un 37enne uccide a coltellate la moglie, da cui si stava separando, prima di buttarsi dalla finestra di un appartamento in via Lamarmora a Rapallo con il figlioletto di un anno fra le braccia. Prima di lanciarsi nel vuoto, l'omicida-suicida ha inviato un messaggio sul cellulare della sorella «ho ucciso Gisella, adesso la faccio finita anche io».

Pochi giorni dopo, sempre a Rapallo, ci sono sviluppi per un'altra grave vicenda di cronaca, emersa nel corso del mese di giugno, quando una ragazza disabile finisce all'ospedale dopo un aborto in casa. Dopo sei mesi di indagini vengono arrestati il padre e il marito di una cugina della ragazza, rispettivamente per i reati di violenza sessuale e abbandono di persona minore o incapace, di maltrattamenti in famiglia e di distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere.

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