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Genoa-Siena: chiesti tre anni e sei mesi di carcere per quattro tifosi

Tre anni e sei mesi: qesta la richiesta del pubblico ministero Biagio Mazzeo per quattro tifosi genoani che il 22 aprile 2012 costrinsero i giocatori del Genoa a togliersi le maglie nella gara contro il Siena

Tre anni e sei mesi. Questa la richiesta del pubblico ministero Biagio Mazzeo per quattro tifosi genoani che l'ormai noto 22 aprile 2012 costrinsero i giocatori del Genoa a togliersi le maglie nella gara contro il Siena. La richiesta del pm è arrivata al termine di una requisitoria durata oltre un'ora.

Gli ultrà, secondo la ricostruzione del pubblico ministero, 'sfondarono' il cordone degli steward e, attraverso il cancello che delimitava la gradinata dal settore dei 'distinti' invasero quel settore per poter accedere al tunnel attraverso il quale i giocatori accedevano agli spogliatoi.

I quattro tifosi in questione vennero identificati dalla Digos e sono imputati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, violenza privata e violazioni delle normative che regolano gli accessi allo stadio. Il pubblico ministero ha chiesto l'applicazione delle attenuanti generiche e l'aggravante della continuazione.

«Non è emerso che ci sia stata intimidazione da parte dei tifosi nei confronti dei giocatori». Questa la risposta della difesa. «I giocatori hanno fatto capire che quanto è successo rientra nella normalità delle contestazioni, anche se questa è stata più forte rispetto ad altre. Ma non vi è stata alcuna intimidazione verso i giocatori come invece sostiene la procura. Caso mai la contestazione era contro la societa. Gilardino non sarebbe tornato a Genova se ci fosse stato un clima di intimidazione» afferma uno dei quattro avvocati.

«La Procura - hanno aggiunto i legali - ha valorizzato il fatto che Sculli è andato in curva imponendo ai tifosi di smettere la contestazione ma questo non emerge dalle testimonianze. Quello che ha indotto i tifosi a calmarsi è stato il timore di perdere dei punti e non perché qualcuno dei giocatori lo ha imposto dopo aver parlato con il capo degli ultrà». «E' vero che i tifosi rossoblù, dopo il gol del Siena, hanno invaso i distinti e sono andati verso la porta, ma non l'hanno sfondata. Sono stati gli stessi stewards, vedendo i tifosi che arrivavano in massa, ad aprire. In quella circostanza uno steward era caduto ma era stato un tifoso ad aiutarlo a rialzarsi. Poi sono andati a manifestare».

«Quando i giocatori del Siena e l'arbitro sono rientrati negli spogliatoi - concludono i legali - i giocatori rossoblù sono rimasti in campo per evitare la penalizzazione mentre secondo la Procura sono rimasti per paura di essere aggrediti».

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