Aggressione a tifosi laziali prima del match, denunciati 11 ultras genoani

I fatti risalgono al 22 febbraio scorso, quando due giovani supporter della Lazio sono stati aggrediti, uno di loro accoltellato, da un gruppo di tifosi rivali

Una vera e propria spedizione finalizzata a rintracciare i tifosi laziali arrivati a Genova per la partita, e arrivare a uno scontro. È quanto accaduto, secondo gli agenti della Digos di Genova, lo scorso 22 febbraio, alla vigilia del match Genoa-Lazio al Ferraris, quando alcuni tifosi genoani hanno aggredito due tifosi laziali in città per assistere alla partita.

La Digos è risalita a 11 persone tra i 25 e i 52 anni appartenenti a due distinte realtà della tifoseria ultras genoana, il gruppo “Carruggi” e il “5 Rosso”. La Procura della Repubblica gli ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei giorni scorsi, dopo mesi di indagini partite dalla denuncia di un 30enne romano accoltellato a una coscia nei vicoli intorno a piazza delle Erbe.

Il trentenne è stato, di fatto, il secondo tifoso laziale finito nel mirino dei due gruppi di ultras genoani che, il 22 ottobre, si erano spostati nel centro storico proprio in cerca di tifosi rivali: il primo scontro era avvenuto poco prima di mezzanotte in via San Donato, dove i tifosi genoani avevano aggredito due supporter della Lazio, non appartenenti ad alcun gruppo ultras, arrivati a Genova per assistere alla partita. Le vittime erano appena uscite da un ristorante, ed erano state avvicinate e prese a pugni, calci e cinghiate. Erano riusciti a fuggire nel dedalo di vicoli, e nel tentativo di raggiungerli, all’incrocio tra vico degli Indoratori e via di Scurreria il gruppo di tifosi del Genoa avevano intercettato un altro gruppetto di tifosi laziali, anche loro arrivati a Genova per vedere la partita e in centro storico per trascorrere la serata. 

In quel caso era saltato fuori un coltello, e uno dei ragazzi, un giovane di 30 anni, era stato colpito a una coscia. Aveva subito chiesto aiuto, e nel giro di poco tempo alcuni agenti erano arrivati sul posto e avevano fermato un gruppetto di tre tifosi genoani, uno dei quali aveva cercato di liberarsi di un coltello - subito recuperato - risultato poi essere quello usato per l’aggressione. 

Le indagini delle telecamere di sorveglianza e altri accertamenti condotti dalla Digos hanno portato all’individuazione degli undici ultras genoani, volti noti della tifoseria rossoblu, e sopratutto ad accertare che quanto accaduto è stato, di fatto, “un piano chiaramente premeditato e violento”. Le indagini hanno dimostrato, insomma, che il raid era stato organizzato nei giorni precedenti e che gli ultras genoani si erano tenuti in contatto sia prima sia durante le aggressioni, avvenute in momenti diversi nei confronti di due diversi gruppi di giovani.

Per gli undici tifosi verrà emesso un Daspo da parte del questore di Genova.

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