Estorsioni a Preziosi, indagati ultrà genoani

L'inchiesta, che attraversa il periodo che va dal 2005 a oggi, è culminata con la notifica di 8 avvisi di garanzia da parte della Squadra Mobile di Genova

Dalle prime ore di giovedì mattina la Squadra Mobile di Genova sta notificando una serie di avvisi di garanzia ad alcuni esponenti della frangia più radicale della tifoseria del Genoa. 

Le accuse sono, a vario titolo, di associazione a delinquere, estorsioni, violenza privata e intestazioni fittizie nei confronti della società rossoblù e del suo presidente, Enrico Preziosi. Gli avvisi di garanzia sono stati consegnati a 8 persone. Rigettata invece una richiesta di misura cautelare per un'altra persona.

Molti gli episodi inseriti nel fascicolo, tutti riferiti a una condotta cui già aveva fatto riferimento il procuratore capo Francesco Cozzi davanti alla Commissione Antimafia, in una relazione in cui aveva fatto riferimento ai fatti del 2012 e al match Genova-Siena, quando i giocatori rossoblù erano stati costretti a togliersi le maglie da un gruppo di tifosi.

Cozzi ai tempi aveva parlato di una "nutrita presenza di pregiudicati ed esponenti della malavita nel tifo organizzato del Genoa", e di "comportamenti che si avvicinano molto a quelle delle organizzazioni di tipo mafioso". L'intero fascicolo, che va indietro nel tempo sino al 2005 (con accenni di episodi anche precedenti) ruota intorno a condotto minacciose che alcuni esponenti ultras più radicali avrebbero messo in atto contro Preziosi ed esponenti della società.

Per gli inquirenti, le contestazioni (dagli striscioni alle vere e proprie proteste, anche in sede di allenamento) farebbero parte di una ormai radicata strategia di pressione da parte del gruppo sulla società sportiva, pressione che avrebbe portato in alcuni casi a conseguenze, dalla cessione di alcuni giocatori all'anticipo di un ritiro a Milano, nel 2017.

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Nel "calderone" delle indagini sono finiti tutti quegli episodi che vedono al centro violenze e pressioni fisiche e psicologiche verso giocatori, altri tifosi e club, e presunte estorsioni di denaro allo stesso Preziosi con la promessa di una “pace” da parte della tifoseria. Tra gli indagati figurano Massimo Leopizzi, storico capo ultrà già coinvolto nell’inchiesta di Cremona sul calcio scommesse e nella protesta del 2012, e poi Artur Marashi, cui era stato assegnato un servizio di steward per gli ingressi in tribuna Vip, e Davide Traverso, ex presidente dell'associazione club genoani.

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