Cronaca

Condannato per truffa, dona 750mila euro al Gaslini

Giuseppe Tacchella, dopo aver patteggiato quattro anni e otto mesi di reclusione ha saldato fino all’ultimo centesimo il suo debito verso la giustizia e ha voluto versare a titolo di beneficienza la somma complessiva di 850mila euro

Una donazione da 750mila euro al Gaslini per l'acquisto di una nuova tac e altri 100mila euro all'Istituto San Marcellino, al termine di un lavoro investigativo realizzato da Procura di Genova, Polizia Locale di Genova,  Commissariato P.S. “Foce Sturla”, Nucleo Polizia Economica e Finanziaria della Guardia di Finanza. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giovanni Arena hanno portato alla condanna di diversi imputati, tra i quali Giuseppe Tacchella, che dopo aver saldato fino all’ultimo centesimo il suo debito verso la giustizia per un'attivita illecita posta in essere nel corso di oltre vent’anni ha voluto versare a titolo di beneficienza la somma complessiva di 850mila euro.

«Siamo molto felici di questa donazione veramente importante - affermano Edoardo Garrone, presidente dell'Istituto Gaslini e Renato Botti, direttore generale - che ci consente di acquisire una nuova Tomografia Assiale Computerizzata (Tac), prima in Europa per le sue caratteristiche, specificamente dedicata alle attività diagnostiche dei piccoli pazienti. Grazie alla generosità di un singolo donatore abbiamo la possibilità di dotarci un'apparecchiatura all'avanguardia, che migliorerà l'accuratezza nella diagnosi per migliaia di bambini. Il nostro ringraziamento va alla Procura e alle Forze dell'Ordine: Genova può contare su uomini dello Stato che sanno andare al di là dell'espletamento del proprio dovere, sanno unire le forze e riescono a portare ulteriore aiuto a chi ha più bisogno».

L'indagine

Nel 2017 a seguito di querela presentata dalla compagnia assicurativa Aviva, la Polizia Locale di Genova avviava investigazioni nei confronti dell’Autocarrozzeria Parodi & C di Parodi Silvana, sita in via Monte Cencio, gestita di fatto dal coniuge Giuseppe Tacchella.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giovanni Arena, confermavano le ipotesi investigative, facendo emergere l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere, organizzata e capeggiata da Giuseppe Tacchella, composta da almeno una decina di soggetti, tra i quali due avvocati del Foro genovese e finalizzata alle truffe alle compagnie assicurative. I partecipi, in cambio di denaro - secondo un tariffario prestabilito - o anche della riparazione dei veicoli propri, di familiari e di conoscenti, del pagamento delle tasse di circolazioni e dei premi assicurativi, si rendevano disponibili a rilasciare false dichiarazioni, anche dinanzi all’Autorità Giudiziaria o comunque a fornire i dati personali e delle proprie autovetture per l’ideazione a tavolino di sinistri stradali, mai verificatisi o effettivamente accaduti, ma con danni inferiori a quelli denunciati o artificiosamente aggravati nella carrozzeria.

All’esito delle indagini, a fine giugno 2020 sono state eseguite dodici ordinanze cautelari e in particolare una misura della custodia in carcere, nove misure cautelari degli arresti domiciliari, una misura dell'obbligo di presentazione quotidiana all'ufficio di Polizia e due misure interdittive della sospensione dall'esercizio della professione di avvocato per sei mesi. Sono state contestualmente eseguite trenta perquisizioni, tra abitazioni, uffici e attività commerciali, nel corso delle quali è stata sequestrata copiosa documentazione presso l’autocarrozzeria, le compagnie assicurative e gli uffici del Giudice di Pace di Genova, nonché ventisei veicoli utilizzati per le truffe.

L’analisi degli atti consentiva di accertare 317 falsi sinistri stradali, di cui 132 procedibili, a seguito delle querele presentate dalle compagnie assicurative, nonché la commissione di almeno 11 false testimonianze dinanzi all’autorità giudiziaria e 5 simulazioni di reato (per falsi atti vandalici) e di denunciare 60 persone.

Da notare, quale nota di colore, l’individuazione di ben 6 sinistri falsi in cui figurava, quale parte danneggiata o responsabile alla guida della propria Porsche 911, la zia ultranovantenne della Parodi e di Tacchella, deceduta nel 2017. Zia di cui Tacchella e la Parodi Silvana continuavano ad utilizzare la carta di credito e i conti correnti.

Nel corso delle indagini, la Procura della Repubblica di Genova delegava personale specializzato del Commissariato di Polizia “Foce Sturla” per analizzare la copiosa documentazione bancaria e patrimoniale acquisita, nonchè personale del Nucleo Polizia Economica e Finanziaria della Guardia di Finanza allo scopo di accertare l’eventuale evasione fiscale posta in essere dal Tacchella e dalla società allo stesso riconducibile. I numeri e i risultati sono sensazionali.

Sono stati, infatti, esaminati oltre 70 conti correnti riconducibili agli indagati e centinaia di assegni per lo più incassati “fuori conto” ed è stata ricostruita la posizione patrimoniale e fiscale del Tacchella e dei suoi familiari a decorrere dagli anni 80. L’analisi ha consentito di procedere al sequestro preventivo di oltre 6 milioni e mezzo di Euro tra fondi, titoli e depositi in conti correnti, in gran parte riconducibile alle truffe assicurative, sistematicamente poste in essere nel corso degli anni ed all’evasione fiscale. Il procedimento penale si è concluso, in poco meno di tre anni, con l’ammissione da parte degli imputati in ordine al reato associativo, il patteggiamento di 17 imputati e il rinvio a giudizio per il reato di truffa assicurativa di 14 persone.

Al Tacchella sono stati contestati reati molto gravi come associazione a delinquere, frode assicurativa, falsa testimonianza, simulazione di reato, indebito utilizzo carte di credito, autoriciclaggio e dichiarazione fraudolenta con artifizi al fine di evadere le imposte sui redditi e Iva.

Ma il dato più rilevante è l’incredibile risultato raggiunto, che non si esaurisce sul piano strettamente processuale. Tacchella ha manifestato assoluto ravvedimento, decidendo di saldare fino all’ultimo centesimo il suo debito verso la giustizia per l’attività illecita posta in essere nel corso di oltre vent’anni. A tal fine, oltre a prestare consenso per un patteggiamento allargato, concordando la pena significativa di quattro anni e otto mesi di reclusione e di 23.000 euro di multa, ha acconsentito alla liquidazione di parte del patrimonio sequestrato, tramite l’Amministratore Giudiziario nominato dal Gip, per un totale di 4 milioni e 300mila euro, somma che ha destinato alla definizione di quanto imputabile a sé medesimo, alla coniuge Parodi Silvana e all’Autocarozzeria Parodi SaS.

In particolare:

  • Ha accettato la confisca (evasione fiscale) per la somma di oltre 328mila euro, la confisca di oltre un milione di euro per il reato di autoriciclaggio e di circa 48mila euro per il reato di indebito utilizzo carte di credito, per un totale di 1.384.357,25 euro. 
  • Ha provveduto al pagamento del debito verso l’Agenzia delle Entrate con F24 per 1.062.200,66 euro. 
  • Ha provveduto alla riparazione in relazione a imposte evase già prescritte, con versamento al Fug per oltre 425mila euro.
  • Ha provveduto al risarcimento delle Compagnie Assicurative in relazione ai 132 sinistri per i quali è stata presentata querela, per oltre 488mila euro, maggiorata del 5% a titolo di ristoro per un totale di 512.603,58 euro.
  • Ha già pagato tutte le spese processuali (intercettazioni, consulenti, amministratore giudiziario) per oltre 100mila euro e la pena pecuniaria di 23mila euro.

Ma ancor più significativo è il versamento, a titolo di beneficienza, di 850mila euro, di cui di 750mila all’Istituto Gaslini e di 100mila all’Istituto S. Marcellino.

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