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Cronaca Sturla / Via Gerolamo Gaslini

Mattinata speciale al Gaslini con il progetto 'Una medicina a quattro zampe'

Il progetto è nato con la finalità di portare presso luoghi di cura la serenità semplice e spontanea di cavalli, pony e asinelli salvati dall'associazione Progetto Islander Onlus, riabilitati e inseriti all'interno dei percorsi di 'Ri.abilitiamoci', dedicati a tutte le persone fragili

Martedì 20 settembre il pony Arturo, l'asinello Salvo e la cagnolina Ciska sono tornati a trovare i ragazzi della Neuropsichiatria del Gaslini, per passare con loro una mattinata speciale. Si tratta del progetto 'Una medicina a quattro zampe' a cura dell'Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile dell'ospedale Gaslini in collaborazione con il Progetto Islander Onlus e con il supporto di Intesasanpaolo.

Il progetto 'Una medicina a quattro zampe' è nato con la finalità di portare presso luoghi di cura la serenità semplice e spontanea di cavalli, pony e asinelli salvati dall'associazione Progetto Islander Onlus, riabilitati e inseriti all'interno dei percorsi di 'Ri.abilitiamoci', dedicati a tutte le persone fragili. All'interno del reparto di Neuropsichiatria vengono proposti percorsi adeguati e plasmati secondo le esigenze dei pazienti coinvolti.

"Gli interventi assistiti con animali migliorano la qualità della vita, restituendo dignità alla persona, garantendo opportunità di socializzazione, confronto e uscita dall'isolamento - spiega il professore Lino Nobili direttore Uoc Neuropsichiatria dell'istituto Gaslini -. La relazione con l'animale costituisce fonte di conoscenza, di stimoli sensoriali ed emozionali; tali attività promuovono nella comunità il valore dell'interazione uomo-animale, al fine del reciproco benessere".

"Questi interventi possono davvero aiutarci ad aprire una porta verso il mondo interiore dei nostri ragazzi, soprattutto i lungodegenti, in cura per disturbi della sfera fisica, neuro e psicomotoria, cognitiva, emotiva e relazionale. In particolare gli animali che partecipano al progetto, hanno un passato di fragilità e sofferenza (maltrattamento o abbandono) e pertanto presentano un'ulteriore sensibilità nel rapporto empatico anche con le fragilità umane", conclude il professore.

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