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Dipendente derubato al Gaslini, la denuncia: «Siamo poco tutelati»

L'Unione Sindacale di Base (Usb) ha denunciato l'episodio all'ospedale pediatrico

L'Unione Sindacale di Base (Usb) ha denunciato il furto ai danni di un dipendente del Gaslini, ennesimo episodio all'ospedale pediatrico. L'Usb ha anche puntato il dito contro le politiche regionali e l’aziendalizzazione della sanità pubblica che avrebbe contribuito, con le sue scelte, alla diminuzione della sicurezza all'interno della struttura ospedaliera.

«Consideriamo il commettere un furto in un ospedale pediatrico uno dei reati più abbietti che si possano compiere - ha scritto l'Usb in un comunicato - . Derubare il familiare di un piccolo paziente, un dipendente mentre presta le cure a un bambino o rubare un macchinario utile a curare lascia sgomenti. Ma è una realtà con cui si deve fare i conti e lavoratori e lavoratrici, quando entrano al lavoro devono essere tutelati dal proprio datore di lavoro. Ieri (mercoledì 9 ottbre, ndr) l’ennesimo furto a un dipendente e ci ritroviamo a chiedere, come dipendenti, con sempre maggiore forza, la tutela della nostra incolumità».

«Ci ritroviamo a fare i conti con un momento storico in cui si tende ad esternalizzare i servizi - prosegue l'Usb -, a tagliare sull’organico, a immettere sempre meno fondi sulla sicurezza. Se utilizzo un macchinario per il trasporto degli esami biologici durante la notte riesco a risparmiare qualche centinaio di euro al mese ma elimino una forma importante di presidio notturno da parte del personale. Se non inserisco il badge per entrare nello spogliatoio risparmio qualche centinaio di euro al mese ma permetto a chiunque di entrare a contatto con le lavoratrici in un luogo isolato con tutto ciò che ne potrebbe conseguire. Se esternalizzo il servizio del portierato e lascio questi lavoratori senza alcuna direttiva rispetto al controllo degli ingressi, permetto a chiunque di entrare senza filtro».

«La politica regionale - conclude l'Usb - non è certo esente da responsabilità non considerando le peculiarità del Gaslini come ospedale che prende in carico una famiglia e non il singolo paziente arrivando addirittura a far mettere a bilancio parte delle donazioni ricevute.
Qualsiasi carenza sulla sicurezza è il frutto ultimo dell’aziendalizzazione della sanità pubblica. Si sente il bisogno di un cambio di rotta e che si torni a curare la persona e a tutelare il lavoratori e lavoratrici, non solo i numeri».

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