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Operatori del gas "molesti", a Cogoleto i condomini si ribellano

È intervenuta anche la Polizia per identificare il sedicente incaricato di una ditta particolarmente insistente

«Ho provveduto a diffidare formalmente la società per quanto mi è successo»: a parlare è un cittadino di Cogoleto, che ha segnalato a GenovaToday alcuni fatti spiacevoli avvenuti nella sua palazzina di via Molino della Rocca di Levante, aventi come protagonisti alcuni sedicenti operatori di una nota ditta che si occupa di luce e gas.

Tutto inizia il 30 novembre, quando, verso le 11, due incaricate della ditta - o così sembra, dai tesserini che portavano al collo - si introducono nella palazzina, nonostante sul portone fosse esposto un cartello che vietava di citofonare e di entrare a operatori, testimoni di Geova, venditori, rappresentanti di organizzazioni politiche e così via.

Dopo essere state rimproverate da un residente, le due ragazze - entrate, a loro dire, per cambiare i contatori del gas - avrebbero iniziato a prenderlo in giro, per di più salutando con aria strafottente la telecamera di sorveglianza. «Uscite o chiamo le Forze dell'Ordine», ha intimato il cittadino, e a quel punto le due operatrici si sono allontanate. Lo stesso cittadino, poco dopo, ha mandato una Pec alla società chiedendo se davvero stesse mandando operatori porta a porta per cambiare i contatori, ma non avrebbe mai ottenuto risposta.

Il 2 gennaio - segnala sempre lo stesso residente - poco dopo mezzogiorno, un operatore sempre (stando al tesserino) appartenente alla stessa società, ha nuovamente suonato alla porta. Nonostante il rifiuto, questi ha iniziato a insistere, suonando altre volte il campanello, dicendo che si trovava nuovamente in loco per il cambio dei contatori.

«Dato che l'operatore era particolarmente insistente - continua il cittadino - un agente della Polizia di Stato che si trovava in loco in quel momento ha provveduto a qualificarsi chiedendo subito il motivo per cui fosse entrato nonostante il cartello sul portone. L'operatore ha quindi risposto di non averlo visto». A quel punto l'agente gli ha chiesto un documento di identità al fine di identficarlo, e lui dapprima si sarebbe rifiutato, poi avrebbe esibito il suo tesserino, che però non vale come documento. All'ennesima richiesta, il ragazzo ha tentato di allontanarsi. È dunque stato accompagnato al portone dell'edificio, dove ha preso visione del cartello e «si è allontanando quasi di corsa».

Non è finita qui: il brusio ha attirato alcuni vicini di casa che hanno confermato che l'operatore, dopo essere entrato nelle loro case, anziché cambiare il contatore avrebbe iniziato a chiedere le ultime fatture proponendo sconti e cambi tariffari.

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