Cronaca

Il consiglio comunale approva l'istituzione del garante dei detenuti

La delibera è stata approvata con 23 voti favorevoli (Vince Genova, Cambiamo, Forza Italia, Pd, Movimento 5 Stelle, Lista Crivello, Italia Viva, Ubaldo Santi del Gruppo Misto e Paolo Putti di Chiamami Genova) e 14 astenuti (Lega e Fratelli d’Italia)

Il consiglio comunale di Genova ha  detto sì alla proposta di delibera presentata dal Partito Democratico per l’istituzione del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. La delibera è stata approvata con 23 voti favorevoli (Vince Genova, Cambiamo, Forza Italia, Pd, Movimento 5 Stelle, Lista Crivello, Italia Viva, Ubaldo Santi del Gruppo Misto e Paolo Putti di Chiamami Genova) e 14 astenuti (Lega e Fratelli d’Italia).

«Questo risultato mi dà grande soddisfazione - dichiara la consigliera comunale Cristina Lodi che ha lavorato al documento - ed arriva al termine di un percorso partecipato in cui sono state coinvolte numerose associazioni che ogni giorno offrono servizio all’interno del carcere. Ringrazio la Conferenza regionale del volontariato e giustizia della Liguria insieme a tutti coloro che durante le audizioni in aula hanno portato il loro contributo, così come le opposizioni. Questa proposta vuole contrastare il rischio che il divario fra città e carcere possa essere sempre più forte e marcato e dà alla nostra città un’opportunità che ha in sé sia elementi di garanzia che funzioni di indirizzo, studio e promozione all’accesso ai servizi comunali».

Nella delibera sono stati accolti anche gli emendamenti di Forza Italia, il capogruppo Mario Mascia, ha commentato: «Sono stati accolti tutti gli emendamenti di Forza Italia volti ad eliminare l'incomprensibile e anche un pó offensiva incompatibilità del Garante con la sola professione di avvocato così come quelli volti a mettere nero su bianco la necessità di una collaborazione del Garante con tutti i soggetti che a vario titolo cooperano già all'interno delle carceri e fuori per assicurare ai detenuti un trattamento umano e dignitoso, a partire proprio dagli avvocati difensori fino agli insegnanti, formatori, mediatori, educatori, medici, psicologi, cappellani, ministri di culto, agenti di Polizia Penitenziaria e direttori che quotidianamente sono in diretto contatto coi detenuti. È andata a buon fine anche la modifica da noi proposta che prevede la previa condivisione con gli stessi soggetti delle comunità carcerarie della relazione annuale del Garante comunale dei detenuti presentata in conferenza capigruppo o in commissione».

«Si tratta di una figura di garanzia che si affianca a quelle analoghe del Garante dell'Infanzia e del Garante degli anziani da me proposte ed approvate dal Consiglio comunale - conclude il Consigliere azzurro Mascia - ma non condivido le perplessità sulla moltiplicazione dei garanti comunali: quando si parla di diritti le garanzie non sono mai troppe».

I compiti del garante dei detenuti:

  • Promuove l’esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile e di fruizione dei servizi comunali delle persone comunque private della libertà personale e residenti, domiciliate o dimoranti nel territorio del Comune di Genova con particolare riferimento ai diritti fondamentali per quanto nelle attribuzioni e nelle competenze del comune medesimo, tenendo altresì conto della loro condizione di restrizione.
  • Promuove iniziative e momenti di sensibilizzazione pubblica sul tema dei diritti umani delle persone private della libertà personale e dell’umanizzazione della pena detentiva.
  • Promuove iniziative congiunte ovvero coordinate con altri soggetti pubblici e in particolare con l’Assessorato alle Politiche Sociali e la Commissione consiliare competente nel settore per l’esercizio dei compiti
  • Rispetto a possibili segnalazioni che giungano, anche in via formale, alla sua attenzione che riguardino la violazione di diritti, garanzie e prerogative delle persone private della libertà personale, il Garante si rivolge alle autorità competenti per avere eventuali ulteriori informazioni; segnala il mancato o inadeguato rispetto di tali diritti e conduce un’opera di assidua informazione e di costante comunicazione alle autorità stesse relativamente alle condizioni dei luoghi di reclusione.
  • Promuove con gli Istituti di Pena, gli Organi e gli Uffici genovesi del Dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria e del Dipartimento per la Giustizia Minorile e con tutte le altre pubbliche amministrazioni interessate dei protocolli di intesa utili a poter espletare le sue funzioni anche attraverso visite ai luoghi di detenzione.
  • Promuove forme di collaborazione con le Università nonché con il mondo del volontariato, dell’associazionismo e del privato sociale genovese che opera in campo penale e penitenziario o che a vario titolo si occupa di persone private della libertà personale.

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