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Genova: Roberto Adinolfi operato, il dirigente Ansaldo gambizzato non è grave

Due persone si sono presentate davanti a casa dell'amministratore delegato di Ansaldo nucleare a bordo di una moto. Quando il dirigente è uscito in compagnia del figlio 20enne, uno dei due attentatori ha fatto fuoco. Ipotesi matrice anarchica

Roberto Adinolfi, il dirigente di Ansaldo nucleare gambizzato a Genova, è stato operato al reparto di Traumatologia del san Martino dal professor Santolini. Gli è stata ridotta la frattura alla tibia e le sue condizioni non sono gravi.

Adinolfi è stato colpito a bruciapelo per strada mentre era in compagnia del figlio di 20 anni appena uscito da casa, in via Montello. Due persone a bordo di una moto, entrambe con un casco nero integrale, si sono avvicinate e il passeggero ha fatto fuoco. Tre colpi, di cui uno al ginocchio della vittima.

Gli inquirenti stanno vagliando la possibilità che l'attentato al dirigente possa essere di matrice anarchica. Per questo sono al lavoro per identificare il calibro dei proiettili utilizzati in modo da confrontarlo con episodi analoghi avvenuti in passato.



Unanime la condanna del mondo politico. Il presidente di Sinistra Ecologia Libertà Nichi Vendola parla di «orrore e preoccupazione». Antonio Di Pietro, presidente dell'Italia dei Valori, esprime vicinanza e solidarietà all'ad di ansaldo nucleare, così come il segretario del partito democratico Pierluigi Bersani. Preoccupazione e sgomento dall'Udc con Cesa.

Nato nel 1953 e laureato nel 1976 in ingegneria nucleare al Politecnico di Milano, Roberto Adinolfi ha svolto tutta la sua carriera nelle aziende Ansaldo del gruppo Finmeccanica.

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