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Professionisti delle truffe agli anziani, un arresto al campo nomadi

Gabriella Glaudi, 43enne residente presso il campo nomadi di via Gualco, con precedenti di polizia contro il patrimonio, è stata arrestata con l'accusa di aver truffato un'anziana di Pavia. La donna appartiene a una banda di professionisti della truffa

Nel pomeriggio del 19 luglio, gli agenti della squadra mobile hanno eseguito un provvedimento di custodia cautelare in carcere, emesso dal gip del tribunale di Genova nei confronti di Gabriella Glaudi, 43enne genovese residente presso il campo nomadi di via Gualco, con precedenti di polizia contro il patrimonio.

La donna è ritenuta responsabile di un episodio di furto aggravato, consumato con la tecnica del raggiro, il 15 marzo scorso nell’abitazione di un’anziana signora a Pavia. Nell’occasione la stessa, qualificandosi come personale medico, si è introdotta nell’appartamento della vittima rubando numerosi oggetti in oro con la scusa di doverli riporre all’interno di una cassetta di sicurezza, appositamente predisposta dal Comune di Pavia.

Gli investigatori ritengono che la donna, di etnia sinti, appartenga a una batteria di soggetti dediti ai furti con raggiro a danno di persone anziane. La stessa infatti, unitamente ad altri complici nei cui confronti sono in corso approfondimenti investigativi, è ritenuta coinvolta in altri episodi delittuosi simili commessi a Genova nel periodo ricompreso tra novembre 2012 e luglio 2013. Almeno altri sei infatti gli episodi criminosi sui quali sono in corso indagini finalizzate all’attribuzione delle relative responsabilità della banda.

Al riguardo, il gruppo criminale di cui fa parte la Glaudi ha evidenziato particolare professionalità nell’approcciarsi agli anziani, introducendosi all’interno delle abitazioni utilizzando delle scuse più disparate, offrendosi ad esempio di aiutare le signore a portare a casa i pacchi della spesa, oppure qualificandosi falsamente per magistrati, poliziotti o spacciandosi talvolta anche per personale medico in occasione di verifiche sanitarie o, addirittura, avvicinando le vittime con la scusa di offrire loro un caffè presentandosi come parenti.

Successivamente mentre un complice intratteneva la vittima con una banale scusa, gli altri svaligiavano le abitazioni utilizzando per entrare le chiavi sottratte in precedenza, oppure sottraevano numerosi oggetti d’oro e denaro contante una volta fatto ingresso nell’appartamento in compagnia della vittima stessa.

Le odierne indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno evidenziato la particolare professionalità della banda a cui appartiene la Glaudi i cui componenti sono in grado di utilizzare numerosissime utenze telefoniche intestate a prestanomi.

La 43enne è stata trasferita presso il carcere di Pontedecimo.

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