Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca San Martino / Piazza Gaetano Alimonda

G8, in piazza Alimonda il ricordo di Carlo Giuliani. Il Coisp annulla la "passeggiata"

Decine le persone che si sono riunite nel luogo in cui 14 anni fa perse la vita il 23enne genovese durante i tragici eventi del G8. Tra loro anche il giornalista inglese Mark Cowell: «Il premier Renzi faccia qualcosa per le altre vittime come me»

A 14 anni dai tragici fatti accaduti durante il G8 di Genova, piazza Alimonda si riempie degli striscioni, dei cartelli e dei ricordi dei partecipanti alla manifestazione organizzata per ricordare Carlo Giuliani, il giovane no global che perse la vita il 20 luglio del 2001 durante gli scontri con la polizia.

Sotto il palco allestito in mezzo alla piazza, a pochi metri dalla targa dedicata proprio a Giuliani, già a partire dalle 14 hanno preso posto decine di persone accorse per manifestare solidarietà a Giuliano Giuliani, il padre del 23enne ucciso da un colpo di pistola sparato da un carabiniere a bordo di una jeep rimasta intrappolata tra i manifestanti durante i disordini. Ed è proprio Giuliani, che tra un saluto, una stretta di mano e un abbraccio, ha nuovamente invocato giustizia chiedendo chiarezza su quanto accaduto in quei concitati minuti ancora avvolti dall’incertezza: «Noi abbiamo indetto una causa civile per avere finalmente un processo, non ci arrendiamo. Qualche volta la memoria, il ricordo dei fatti, le interpretazione a partire dai fatti e non dagli imbrogli, dalle supposizioni e dalle cose inventate, può servire a creare verità. In questo caso 14 anni non sono passati, ma noi andiamo avanti, continueremo a chiederla. Non riguarda solo Carlo, riguarda il paese, perché in quella situazione ci sono dentro tutti i germi di un paese che non funziona, e riuscire a trovare la verità può servire a migliorare le condizioni di questo paese. Qui non si tratta di fare di tutta un'erba un fascio, ma di fare i nomi e i cognomi di quelli che riteniamo responsabili dello sfascio, di quelli che umiliano le istituzioni con i loro comportamenti».

Secco il commento sulla raccolta firme organizzata dal Coisp, il sindacato di polizia che aveva anche annunciato l’intenzione di fare una “passeggiata” in piazza Alimonda in concomitanza con la manifestazione dopo essersi visto negare l’autorizzazione dalla Questura a manifestare a sua volta nello stesso luogo in solidarietà ai poliziotti condannati: «Non ne parlo, perché non sono nessuno. Preferisco invece parlare del comunicato emesso dal Silp (altro sindacato di polizia, ndr) insieme con la Cgil, che ha scritto una cosa fondamentale, e cioè che il comportamento di alcuni componenti delle forze di polizia rappresenta che il processo di democratizzazione delle forze dell’ordine non è ancora definitivamente completo. A loro va il mio grazie pià sentito». 

E mentre Giuliani invocava la verità, da Matteo Bianchi, segretario generale provinciale del Coisp, è arrivata la decisione di annullare la passeggiata, ritenendo opportuno «evitare che la mia presenza possa provocare incidenti, coinvolgendo di conseguenza i colleghi presenti in servizio in piazza Alimonda in questa giornata», come ha spiegato in una nota in cui ribadisce l’intenzione di portare avanti la raccolta firme per la rimozione del monumento in memoria di Giuliani. 

Presente invece alla manifestazione, intitolata ancora una volta ‘Per non dimentiCarlo’ e organizzata dal comitato Piazza Carlo Giuliani onlus, anche Mark Cowell, il giornalista e fotoreporter inglese che durante il pestaggio alla scuola Diaz, per cui l’Italia è stata condannata per il reato di tortura dalla Corte di Strasburgo, finì in coma dopo le decine di colpi sferrati dagli agenti che fecero irruzione nella scuola: «Sono contento di essere qui e di ritrovare tante persone che mi hanno sempre fatto sentire il benvenuto», ha spiegato emozionato, prendendo sottobraccio Arnaldo Cestaro, il 75enne anche lui vittima del pestaggio indiscriminato avvenuto nei corridoi e nelle aule delle Diaz che con il suo ricorso alla Corte Europea per i diritti dell’Uomo ha contribuito a far condannare l’Italia: «Sono felicissimo per lui, Arnaldo ha fatto tanto per noi e riceverà una ricompensa. Approfitto dell’occasione per invitare il premier Matteo Renzi a muoversi velocemente per risolvere le cause ancora in ballo e far sì che tutte le vittime di quella notte ricevano il risarcimento. Lui può fare molto in proposito».

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