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G8: i due condannati irreperibili rischiano di essere dichiarati latitanti

Sono proseguite anche ieri da parte delle forze di polizia giudiziaria interessate le ricerche di Francesco Puglisi e Vincenzo Vecchi i due dei cinque no global condannati a titolo definitivo per i fatti del G8 di Genova del 2001

Genova - Sono proseguite anche ieri da parte delle forze di polizia giudiziaria interessate le ricerche di Francesco Puglisi, di Catania, e Vincenzo Vecchi, bergamasco residente nell'hinterland milanese, le due persone delle cinque persone condannate a titolo definitivo per i fatti del G8 di Genova del 2001 che ancora non sono state rintracciate dopo la relativa sentenza di condanna.

Per l'ordinamento giuridico italiano, alla luce del pronunciamento della Cassazione e i conseguenti ordini di esecuzione pena emessi dalla Procura Generale di Genova i due sono formalmente ricercati. La Procura sabato scorso di ordini ne aveva emessi quattro. Ma mentre Alberto Funaro (condannato a 10 anni e costituitosi a Roma) e Marina Cignaschi (condannata a 12 anni e costituitasi a Milano) si sono spontaneamente presentati nelle rispettive Questure, di Puglisi 8condannato a 15 anni) e Vecchi (condannato a 13 anni) non si hanno al momento notizie.

I legali dei due ricercati non hanno voluto commentare l'attuale non reperibilità dei loro assistiti. Dal punto di vista procedurale, è stato spiegato, la posizione di Puglisi e Vecchi è questa: gli organi di polizia giudiziaria hanno a disposizione "alcuni giorni" per eseguire l'ordine di carcerazione, e per eseguirli possono effettuare ricerche sul territorio nazionale. Dopo di che, nel caso non li rintraccino, devono emettere un avviso di "vane ricerche". A quel punto i due ricercati vengono formalmente dichiarati "latitanti" e la procura generale li iscrive in un registro che ne autorizza la ricerca anche fuori dai confini nazionali.

Diversa invece la posizione della quinta condannata dalla Cassazione, Ines Morasca. La Procura Generale di Genova ha sospeso in via provvisoria l'ordine di carcerazione (la donna è stata condannata dalla Cassazione a 6 anni e 6 mesi). Ora il Tribunale di Sorveglianza di Genova dovrà fissare una apposita udienza per valutare se vi siano nel suo caso gli estremi per concedere la sospensione. Considerando i 3 anni di condono restano da scontare per lei 3 anni e 6 mesi. È verosimile, secondo i pareri raccolti tra i legali, che il Tribunale di sorveglianza disponga la sospensione pena, anche perché Ines Morasca ha una bimba di età inferiore ai 10 anni e una condanna sotto i 4 anni. In questo caso, seppur condannata a titolo definitivo, andrebbe ai domiciliari (Ansa).

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