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Furti in gioiellerie del centro, arrestate esperte della truffa

In manette sono finite una 49enne e una 53enne domiciliate in Lombardia, che con un modus operandi ormai consolidato avevano colpito prima in via Galata e poi in corso Buenos Aires

Si erano specializzate nei furti in gioielleria, con un metodo ormai consolidato che aveva consentito loro di colpire in diverse città del Nord Italia, Genova compresa, e sparire con ingenti bottini, ma alla fine sono state incastrate dalle telecamere di sorveglianza: in manette sono finite due donne di origini sinti, la 49enne Laila Spada e la 53enne Anna Held, arrestate dalla Squadra Mobile della polizia con l’accusa di furto pluriaggravato in concorso.

I fatti risalgono ai mesi di ottobre e novembre del 2015, quando le due donne sono entrate in azione prendendo di mira due gioiellerie del centro cittadino, una in via Galata e una in corso Buenos Aires. In entrambi i casi, il modus operandi era sempre lo stesso: presentandosi ben vestite e decise ad acquistare un gioiello, le due donne si facevano esporre sul bancone diversi rotoli e vassoi contenenti bracciali, ciondoli, orologi e collane, e mentre una teneva occupati titolari e commessi, la complice sfruttava soprabiti voluminosi e borse capienti per nascondere il vassoio preso di mira e farlo sparire.

VIDEO | I filmati che incastrano le due ladre

Con questa modalità, i colpi messi a segno sono stati appunto due: nel caso di via Galata protagonista è stata la sola Spada, che insieme con un complice, un uomo trentenne identificato e attualmente indagato, è riuscita a distrarre il titolare della gioielleria e a trafugare un rotolo contenente diversi bracciali; in quello di corso Buenos Aires, invece, le donne hanno agito in coppia, riuscendo a truffare la commessa acquistando un cofanetto del valore di circa cento euro e allontanandosi con nella borsa gioielli di un valore ben superiore. 

Nel momento in cui i furti sono stati scoperti, le ladre erano ormai lontane, ma la presenza di sistemi di videosorveglianza ha alla fine consentito agli agenti coordinati da Annino Gargano di risalire alle loro identità: sulla base dei filmati, gli investigatori hanno ottenuto un ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal gip, sono riusciti con un escamotage a convocarle in questura, dove sono state riconosciute anche dai titolari delle gioiellerie, e le hanno arrestate.

Entrambe pluripregiudicate, la Spada è stata accusata di entrambi i colpi, mentre la Held soltanto di quello commesso nella gioielleria di corso Buenos Aires, ma indagini sono ancora in corso: il sospetto, ormai consolidato, è che siano già entrate in azione in diverse città del Piemonte e della Lombardia, dove ha base il campo nomadi in cui sono domiciliate.

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