Dalle olive ai fiori passando per gli orti, allarme furti in campagna: «Servono telecamere»

La denuncia arriva da Cia Liguria, che chiede alle istituzioni di adottare sistemi in grado di tutelare gli agricoltori dai ladri: negli ultimi 6 mesi sono state 15 le denunce, 300 i quintali di olive spariti

Non sono solo animali selvatici e il meteo inclemente a preoccupare gli agricoltori liguri: a mettere i bastoni tra le ruote pensano anche i comuni ladri, che non si fanno scrupoli ad approfittare dei terreni spesso isolati per sottrarre fiori, produzioni orticole, olive e persino attrezzi quando ce n'è occasione.

A denunciare il fatto, e a chiedere l'intervento delle istituzioni, è Cia Liguria (Confederazione Italiani Agricoltori), che ha reso noto che negli ultimi 6 mesi sono state più di 50 le segnalazioni agli uffici e 15 le denunce presentate alle forze dell'ordine. Tra i "beni" maggiormente presi di mira dai ladri, olive (spariti almeno 300 quintali), arbusti e verde ornamentale e migliaia di teste di carciofo, 700 delle quali sottratte pochi giorni fa da tre aziende dell'albenganese.

«Non bastassero cinghiali, caprioli, corvidi e storni a fare man bassa delle nostre coltivazioni, sempre più spesso ad appropriarsi indebitamente della raccolta sono altri animali, bipedi e implumi: o in altre parole, ladri - ironizza Aldo Alberto, presidente di Cia Liguria - I furti in campagna sono un fenomeno più diffuso di quanto si pensi. Furti che, nella gran parte dei casi, non riguardano semplici “sbandati”, magari mossi dalla fame, ma vere e proprie organizzazioni criminaliche hanno scorto in questa attività illegale un'ulteriore forma di arricchimento indebito. Se come abbiamo ragione di credere, le cose stanno in questo modo, non escludiamo che a completare il cerchio ci siano operatori economici che, senza troppi scrupoli, accettino di immettere sul mercato prodotti di dubbia provenienza».

Sull'argomento sono già arrivate diverse segnalazioni della Confederazione Agricoltori alle autorità di pubblica sicurezza e alle prefetture, ma nonostante il potenzialmento dei controlli i risultati sino a oggi sono stati poco incoraggianti: «Anche in considerazione dell'oggettiva difficoltà nel controllo preventivo, dovuta alla tipologia e alla dispersione delle attività da proteggere, è ormai indispensabile affiancare alle misure tradizionali quelle consentite dalle nuove tecnologie - prosegue il presidente di Cia Liguria - un'arma in più a disposizione degli agricoltori potrebbe essere l'installazione di sistemi di videosorveglianzaall'ingresso delle viabilità poderali, o comunque in punti strategici per l'ingresso ai fondi agricoli, per affrontare il problema a monte. A valle, invece, serve una più stretta verifica della tracciabilità del prodotto».

 

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