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Banda dei bancomat, cinque in manette: ecco come agivano

La polizia ha arrestato in un appartamento vicino alla stazione centrale di Milano cinque persone accusate di furto in concorso. La banda derubava vittime indifese agli sportelli bancomat con una tecnica ingegnosa. I fermati erano ricercati dall'Interpol

Nel primo pomeriggio di ieri, personale della squadra investigativa del commissariato di San Fruttuoso ha eseguito a Milano due decreti di fermo emessi dal pubblico ministero Federico Manotti della Procura di Genova a carico di due persone gravemente indiziate di delitto.

I due sono accusati di furto aggravato in concorso di tessere bancomat, reato commesso con destrezza e nei confronti di vittime impegnate a prelevare denaro presso gli sportelli automatici.

I due malviventi, un uomo e una donna magrebini, originari di Marsiglia, nello scorso mese di luglio e agosto, insieme ad altre persone, hanno operato una serie di reati in Liguria fra Savona e Santa Margherita Ligure, nonché a Torino nell’ultima settimana.

Gli investigatori hanno appurato che gli stessi, approfittando anche dell’età anziana di alcune delle loro vittime, si posizionavano all’esterno dei bancomat cittadini e, dopo aver memorizzato il pin appena digitato, con un abile raggiro e con modi garbati, convincenti ed estremamente educati, riuscivano ad avvicinarsi all’ignaro utente e, confondendolo con presunti guasti all’apparecchiatura Atm sulla quale stavano operando, digitavano loro stessi i tasti di annullamento dell’operazione appena richiesta, riuscendo a sottrarre la carta bancomat con un vero e proprio gioco di prestigio, mascherando l’acquisizione con un foglio o un’agenda.

Subito dopo i malfattori si recavano presso un altro sportello bancomat della medesima banca e praticamente svuotavano il fondo giornaliero del bancomat appena trafugato. Le vittime, non rientrando più in possesso della tessera bancomat inserita nello sportello, rimanevano incerte sul da farsi e, ritenendo che ci fosse un guasto alla macchina erogatrice, si rivolgevano alla banca allo scopo di recuperarla ritenendo che fosse stata trattenuta da quello sportello Atm.

Gli organi investigativi, dopo aver ricevuto circa venti denunce per fatti commessi con la suindicata tecnica e al temine di complessa attività investigativa volta a raccogliere numerosi elementi probatori, dopo aver visionato numerosi filmati che ritraevano la coppia all’opera, hanno puntato immediatamente le loro indagini sull’uomo, successivamente identificato in un 38enne, con precedenti per reati contro il patrimonio, già attenzionato dall’Interpol in Austria per analoghi reati oltre che dalla questura di Milano.

Ricostruite le fila delle amicizie, dei contatti e delle tracce che il Sallah Allaoui aveva lasciato sul territorio nazionale, lo stesso è stato rintracciato a Milano, nella zona limitrofa alla stazione Centrale, in compagnia della donna di 20 anni.

Gli investigatori, dopo averlo seguito fino a un appartamento da poco preso in locazione, hanno deciso di intervenire per eseguire il fermo. All’interno dell’abitazione sono stati rintracciati anche altri tre soggetti, successivamente identificati in un uomo di 41 anni, una donna di 38 e un 18enne.

Gli accertamenti eseguiti sugli altri tre occupanti del predetto appartamento hanno evidenziato che il 41enne era destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dalla Francia per truffa in concorso; la donna era destinataria di un mandato di arresto europeo emesso dal Belgio per associazione a delinquere, crimini informatici e sottrazione di codici informatici di accesso.

La 38enne dovrà scontare 10 anni di reclusione in quello stato per essersi resa responsabile di 18 fatti-reato in almeno 4 distretti giudiziari del Belgio, dal 13 dicembre 2009 fino ad oggi, commettendo altresì 16 di questi reati in associazione con il 41enne.

Alla stessa, sempre da parte delle autorità belghe, sono state contestate numerose illecite transazioni di denaro dal Belgio verso la Francia a favore di alcuni suoi parenti. Il 18enne era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere della durata di un mese emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano per fatti analoghi avvenuti in Milano nello scorso mese di maggio, allorquando era ancora minorenne. In quell’occasione, lo stesso, appena accompagnato presso la comunità San Marco di Milano, dopo poche ore si è allontanato dalla predetta struttura, motivo che dava origine alla misura cautelare.

Nel corso della perquisizione dell’abitazione sono state rinvenute alcune tessere bancomat, che da un primo sommario controllo risulterebbero appartenere ad alcuni cittadini italiani, presumibilmente vittime della banda. Gli agenti hanno sequestrato inoltre denaro contante e orologi di valore. Sono stati sequestrati anche numerosi capi di abbigliamento quali berretti e occhiali che la banda usava come mezzo di travisamento per confondere meglio le loro vittime ed evitare anche un loro futuro riconoscimento probatorio.

Sono al vaglio degli investigatori anche alcuni movimenti che gli altri componenti, non oggetto del decreto di fermo, potrebbero aver compiuto nelle settimane precedenti alla data odierna. Quattro dei cinque arrestati sono stati associati presso la Casa Circondariale San Vittore di Milano a disposizione dell'autorità giudiziaria, mentre il 18enne è stato accompagnato presso l’Istituto Penale Minorile Beccaria di Milano.

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