Rubavano auto, le smontavano e le spedivano in Marocco

La polizia stradale di Torino ha eseguito 12 misure cautelari. Sequestrati nei porti di Savona e di Genova un autocarro e un container pieni di motori e parti di carrozzeria relativi a 32 veicoli rubati

Il porto di Genova si conferma ancora una volta crocevia per il traffico di veicoli rubati, diretti verso il continente africano. Nella mattinata di giovedì 4 giugno 2020 la polizia di Torino ha eseguito 12 misure cautelari a carico di cittadini nordafricani, romeni e italiani dediti alla ricettazione e al riciclaggio di autovetture di alta e media gamma (Fiat, Audi, Mercedes, Bmw e Jeep).

Le vetture rubate venivano smontate a pezzi da alcuni autodemolitori gravitanti nell'hinterland torinese, che poi li cedevano a carrozzieri maghrebini, che, tramite appositi autocarri e container, li inviavano illegalmente in Marocco alimentando in quel paese il mercato nero dei pezzi di ricambio.

Le indagini sono partite a fine gennaio 2019, quando in Torino Strada del Portone, all'interno di un'autodemolizione abusiva, gli agenti avevano rinvenuto completamente smontata e fatta a pezzi una Jeep Grand Cherokee 3.0 V6, del valore commerciale di circa 70mila euro, nuova, ancora da immatricolare, risultata rubata pochi giorni prima a Cuneo ai danni di una concessionaria. Il motore e i vari pezzi di carrozzeria erano infatti già stati caricati, insieme ad altri pezzi di una vettura Audi A4, anch'essa rubata pochi giorni prima a Torino, all'interno di un autocarro Iveco Daily di proprietà del carrozziere nordafricano H. M. di 36 anni, che però si era dichiarato estraneo ai fatti sostenendo di aver noleggiato detto veicolo ad un cittadino congolese residente in Spagna, esibendo tanto di contratto e documenti di guida.

Gli operatori della polizia stradale di Torino, non credendo alla versione del cittadino nordafricano, hanno continuato l’attività investigativa dirigendo proprio su quell’autocarro Iveco Daily, gli sforzi investigativi. Il monitoraggio del veicolo e del suo possessore, il maghrebino H.M., consentiva di individuare i suoi collaboratori, nonché i vari ricettatori ai quali venivano ceduti i pezzi di ricambio raccogliendo concreti elementi di prova a conferma dell’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione di veicoli.

In particolare durante l’attività d’indagine presso il porto di Savona e quello di Genova sono stati sottoposti a sequestro un autocarro ed un container pieni di motori e parti di carrozzeria relativi a 32 veicoli oggetto di furto consumati in provincia di Torino. Sono stati quindi individuati quali luoghi di stoccaggio della merce rubata un capannone a Cumiana (To) ed alcuni box siti a Torino sempre “gestiti” dal capo dell’organizzazione H. M.

I veicoli rubati invece venivano smontati presso una demolizione di Torino gestista dall'italiano S. E. di anni 52, residente a Leinì (TO), già arrestato in passato dagli stessi inquirenti per fatti analoghi, quando all’epoca le vetture rubate e smontate venivano inviate a pezzi in Grecia.

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Nella mattinata di giovedì, durante la perquisizione eseguita presso la predetta autodemolizione, venivano rinvenute e sequestrate parti di altri sei veicoli risultati provento di furti commessi alla fine dello scorso maggio. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip del Tribunale di Torino, relativamente a 16 capi di imputazioni riguardanti la ricettazione di 32 autovetture, del valore commerciale di circa 400mila euro.

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