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Furti nelle case da Nervi a Pra', quattro arresti

I carabinieri hanno sgominato una banda di georgiani specializzata in furti di appartamento. Sono finiti in manette tre uomini e una donna responsabili di dieci furti in appartamento ad Albaro, San Martino, Nervi, Quarto, Quinto, Pegli e Pra'

I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Genova hanno chiuso con quattro arresti un'importante operazione contro una banda di ladri di appartamento. A finire in manette con un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Genova Paola Faggioni su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Luca Scorza Azzarà quattro cittadini georgiani gravemente indiziati, in concorso tra loro, di almeno dieci furti aggravati nelle case dei genovesi.

Si tratta di  V.K., 24enne in Italia dal 2012 e N.K, 29enne in Italia dal 2011, entrambi nullafacenti e pregiudicati per reati specifici commessi in Toscana e nel basso Piemonte. A loro si aggiungono E.G., una colf 31enne in Italia dal 2012 incensurata e B.M., 46enne presente in Italia dal 2014, pregiudicato per reati specifici commessi in Piemonte e anche lui nullafacente.

Secondo le indagini compiute dalle forze dell'ordine i quatto georgiani si erano stabiliti a Genova all'inizio della scorsa estate ed erano i componenti di una squadra di ladri altamente specializzata nella commissione di furti in appartamento, la cui escalation criminale è stata interrotta grazie ad un arresto in flagranza di reato la sera del 17 luglio da parte dei Carabinieri del Nucleo Investigativo subito dopo un colpo ad un’abitazione di via Taggia a Pra'. In quella circostanza erano stati arrestati tre uomini attualmente detenuti nel carcere di Marassi mentre le responsabilità della donna sono emerse solo in un secondo momento dopo le indagini degli investigatori che, oltre alla connivenza con gli altri malviventi hanno rilevato la partecipazione della donna ad uno dei colpi più grossi messi a segno dalla banda

VIDEO | Ecco come agiva la banda

Si tratta di un furto commesso nel mese di giugno in un appartamento di via Bolzano a Quinto dove i ladri erano entrati senza lasciare nessun segno di effrazione sul portone di ingresso per poi forzare, tagliandola con un flessibile, una cassaforte di grosse dimensioni all'interno della quale avevano rubato oggetti preziosi, gioielli e orologi per un valore complessivo di 250mila euro

E proprio da questo episodio erano partite le indagini dei Carabinieri che sono risaliti ai responsabili anche analizzando i luoghi, con le immagini della videosorveglianza, dove erano stati acquistati alcuni utensili da lavoro dimenticati nell'appartamento. Secondo la ricostruzione effettuata i malviventi avrebbero messo a segno il colpo in più "puntate". Ovvero sarebbero entrati nell'appartamento una prima volta nella notte rendendosi conto della difficoltà di aprire la cassaforte e sarebbero tornati la mattina successiva muniti dell'attrezzatura adatta a forzarla. 

Secondo la ricostruzione la scelta degli obiettivi era particolarmente attenta, frutto di un'attenta analisi nei giorni precedenti con sopralluoghi utili per avere la certezza dell'assenza dei proprietari di casa. Il modus operandi era quello di "marcare" diversi appartamenti all'interno di svariati condomini inserendo piccolissime linguette di plastica trasparente nei cardini delle porte di ingresso, quasi invisibili a occhio nudo e in grado di cadere a terra immediatamente in caso di apertura delle ante. A distanza di qualche giorno i ladri visitavano nuovamente i condomini verificando che le linguette fossero ancora al loro posto, in tal caso i proprietari non erano presenti in casa da giorni e per i ladri scattava il via libera al furto. 

Tra le abilità della banda anche quella nel violare le serrature, anche blindate, utilizzando solo uncini e ganci, senza utilizzare strumenti di scasso. Nei condomini "visitati" dai ladri infatti non sono mai stati ritrovati evidenti segni di forzatura sui portoni. 

Complessivamente i Carabinieri hanno ricondotto alla banda almeno dieci furti in abitazione nei quartieri di Albaro, San Martino, Nervi, Quarto, Quinto, Pegli e Pra e in ogni caso la refurtiva è sempre consistita in monili d’oro, orologi pregiati, preziosi e somme in denaro contante, del valore complessivo di 500mila euro. Le forze dell'ordine hanno recuperato oggetti per il valore di circa 100mila euro nel corso delle perquisizioni domiciliari a carico dei malviventi e li  hanno restituiti ai legittimi proprietari. Alcuni stavano per essere ricettati, altri venivano invece probabilmente utilizzati come regali per mogli e fidanzate degli uomini della banda.

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