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Boom di casi di intossicazione da funghi: un uomo rischia il trapianto di fegato

Un 50enne trasferito dal Galliera al Centro Trapianti del San Martino dopo avere ingerito quella che con tutta probabilità è un'amanita falloide. È il caso più grave, ma gli ospedali in questo periodo sono sempre in allerta

Aumentano i casi di intossicazioni da funghi in un periodo in cui il numero di persone che si mettono in cerca di ovuli, porcini e finferli aumenta di pari passo con le piogge e l'umidità.

In alcuni casi, le conseguenze di una scarsa conoscenza dei prodotti del bosco possono essere molto pesanti, come accaduto a un 50enne ricoverato insieme con la moglie all'ospedale Galliera lunedì, e trasferito martedì all'ospedale San Martino per valutare la possibilità di un trapianto di fegato.

Le condizioni dell'uomo, infatti, si sono aggravate, anche se resta stabile e sveglio. In cura in Rianimazione,  la prognosi resta riservata in attesa di capire se i problemi al fegato renderanno necessario il trapianto. La compagna, invece, starebbe lentamente migliorando. Il sospetto dei medici è che i due abbiano ingerito amanita falloide, fungo pericoloso perché molto tossico per l'organismo umano. E in giorni in cui i boschi pullulano di cercatori di funghi, professionisti e amatoriali, negli ospedali l'allerta per intossicazioni è altissima.

Soltanto al Galliera, oltre al 50enne e alla compagna, negli ultimi giorni sono arrivate altre due persone con sintomi da intossicazioni, una ragazza di 19 anni e una donna di 40. Mercoledì mattina all'ospedale di Carignano è arrivato un altro uomo con gli stessi sintomi: si tratta in quasi tutti i casi di intossicazioni lievi, ma resta il fatto che i boschi, in questo periodo dell'anno, possono rivelarsi doppiamente insidiosi, un po' per la possibilità di raccogliere e mangiare funghi velenosi, un po' per il rischio rappresentanto dalla nebbia e da sentieri che non si conoscono bene. Innumerevoli, nelle ultime settimane, gli interventi dei vigili del fuoco per recuperare escursionisti in difficoltà e persone che si sono spinte troppo tra gli alberi in cerca del porcino da record. 

«Dall'inizio della stagione a oggi i casi sono stati una decina - confermano dalla Asl 3 - Di questi, 6 sono stati segnalati soltanto nell'ultima settimana», a dimostrazione che l'ondata di maltempo dei giorni scorsi ha spinto anche i meno esperti a tentare la fortuna in cerca di funghi.

Funghi, dove farli controllare 

Almeno dal punto di vista delle possibili intossicazioni, proprio Asl 3 ha deciso di puntare sulla prevenzione istituendo due punti di analisi in cui gli ispettori micologici possono controllare e valutare il "bottino". I due ambulatori si trovano in via Archimede 30 A secondo piano, (lunedì e giovedì, dalle 11.30 alle 12.30), e al Palazzo della Salute della Fiumara, al secondo piano (lunedì e venerdì dalle 11.30 alle 12.30). 

Lo scorso 20 settembre gli esperti avevano inoltre organizzato una giornata di analisi in piazza De Ferrari, presso l'ambulatorio mobile, evento molto partecipato: «Per evitare problemi di salute è importante consumarli in sicurezza - confermano dalla Asl - Non esiste un modo empirico per distinguere i funghi commestibili da quelli non commestibili o velenosi, e solo lo studio attento dei caratteri morfocromatici ed un’accurata analisi dell’habitat di crescita, possono permetterci di determinare con esattezza se il fungo raccolto possa essere consumato senza mettere a repentaglio la nostra salute».

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