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Frodi tramite le mail aziendali, sgominata banda: perquisizioni anche a Genova

Il gruppo si introduceva nel servizio di posta delle aziende durante le transazioni commerciali e spiava la corrispondenza, dirottando somme di denaro

Dalle prime ore di martedì la polizia Postale di Roma sta effettuando una serie di perquisizioni domiciliari e informatiche in diverse città italiane, tra cui Genova, nei confronti di 12 cittadini nigeriani che, secondo le indagini, avevano formato un gruppo specializzato in frodi informatiche.

Il blitz è scattato dopo settimane di accertamenti sulle cosiddette “frodi Bec”, “Business e-mail compromise”. Si tratta di frodi che vengono commesse introducendosi abusivamente nel servizio di posta elettronica delle aziende per spiare tutta la corrispondenza intercettando anche transazioni commerciali.

L'indagine è partita da una frode informatica denunciata a settembre 2020 da un'azienda del terziario di Treviso, che risultava non avere pagato alcune fatture emesse nei confronti di una società indonesiana: circa 155.000 euro che erano state dirottate verso conti correnti aperti appositamente dalla banda, la punta dell’iceberg di un sistema basato su una complessa rete che consentiva di far perdere le tracce del denaro sottratto.

Il fascicolo è coordinato dalla Procura di Torino, che ha fatto partire provvedimenti a Torino, Genova, Monza, Ferrara, Voghera e in provincia di Alessandria. L’intervento ha consentito anche di bloccare e recuperare somme per circa 50.000 euro. Nel corso dell'operazione sono state sequestrate numerose carte di credito e telefoni cellulari utilizzati per il raggiro.

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