Cronaca Albaro / Via Giuseppe Parini

Albaro, fratello e sorella trovati morti in casa

I corpi dei due sono stati ritrovati all'interno di un alloggio della Caritas, dove risiedevano da gennaio 2016. Ancora da chiarire le cause della morte

Un uomo e una donna sono stati trovati morti in mattinata in uno degli alloggi della struttura della Caritas di via Parini, nel quartiere genovese di Albaro.

Si tratta di una donna di 68 anni e di un uomo di 60, identificati come fratello e sorella. Le cause della morte non sono ancora chiare, anche se l'aspetto dei corpi, trovati in camera da letto, lascia pensare che si siano lasciati morire di fame e di sete: sul posto sono intervenuti i poliziotti del commissariato della Foce insieme con la Scientifica per i rilievi.

A un primo sommario esame da parte del medico legale, le vittime, Renata e Franco Ricciardi, non presentavano infatti segni di violenza, e la casa, un piccolo alloggio all'ultimo piano di Villa Cordano,  al civico 21 di via Parini, non presentava tracce di intrusione: la porta e le finestre non erano forzate, la camera da letto era in ordine e gli agenti della Mobile intervenuti sul posto hanno trovato 400 euro in contanti e un libretto postale con accreditati 14mila euro.

A trovare i corpi è stato un funzionario della Caritas, preoccupato nel non avere più notizie dei due, in ritardo con il pagamento delle bollette dell'ultimo mese. L'ipotesi più probabile, come detto, è che i due siano morti d'inedia, visto anche lo stato di eccessiva magrezza dei corpi, ma risposte più precise arriveranno dopo l'esame tossicologico: non è ancora del tutto escluso che possano avere ingerito qualche sostanza risultata poi fatale.

Di seguito il comunicato diffuso dalla Caritas diocesana genovese.

Oggi i Signori Franco e Renata Ricciardi, fratello e sorella, sono stati trovati deceduti in un appartamento di Via Parini, di proprietà delle Fondazione Opere Pie Riunite, nel complesso denominato “Villa Cordano”, dove in 8 mini appartamenti trovano una sistemazione transitoria persone e famiglie in emergenza abitativa.

Tali appartamenti sono coordinati dalla nostra Caritas Diocesana di Genova e le persone che vi trovano accoglienza sono seguite dai servizi territoriali e dai Centri di Ascolto di riferimento. I due fratelli erano stati accolti nell’appartamento perché, pur avendo alcuni risparmi da parte, abitavano in uno scantinato, condizione precaria segnalata dal parroco della zona durante la benedizione delle famiglie e per la quale si era resa urgente una nuova sistemazione. Abitavano in via Parini dal Gennaio 2016.

La famiglia Ricciardi era seguita dai Servizi Sociali, dalla Salute Mentale, dal Centro di Ascolto di Nervi. L’ultimo contatto con la famiglia sarebbe dovuto avvenire all’inizio di Giugno per il pagamento delle utenze mensili (le persone ospitate non pagano affitto), che i due fratelli onoravano con assoluta puntualità. Non essendosi presentati, gli operatori, che svolgono una funzione di presidio sociale e li seguivano più da vicino, li hanno contattati senza ottenere risposta. In data di oggi, preoccupati per il ripetuto silenzio, hanno chiesto e ottenuto da Caritas Genova di poter entrare nell’appartamento, nel quale i Signori Ricciardi vivevano autonomamente e con tutti i diritti di riservatezza: va sottolineato infatti che la permanenza in questi mini appartamenti è disciplinata da un “Patto di ospitalità” che tutela le persone ospitate nell’uso del bene e impedisce di entrare in casa ad altri se non in caso di grave necessità, circostanza che si è appunto verificata nella mattinata di oggi.

I due fratelli, inoltre, avevano uno stile di vita schivo e appartato, non gradivano eccessive intrusioni nella vita della propria famiglia e avevano rinunciato a farsi seguire dai servizi territoriali. Allo stato attuale delle informazioni in nostro possesso e in attesa di tutti gli accertamenti medici e di indagine, la morte contestuale dei Sig.i Ricciardi non riconduce a cause esterne: non ci sono segni di violenza, di effrazione dell’immobile, di sottrazione di beni. E’ stato osservato uno stato di magrezza eccessiva dei due fratelli che tuttavia era loro propria, almeno da quando abitavano in Via Parini. La morte dei Signori Ricciardi mette sicuramente in luce il dramma della solitudine, malgrado il fatto che, in questo caso, esistesse una rete sociale di sostegno. Caritas Diocesana esprime ringraziamento agli operatori che hanno colto gli allarmi di questa situazione in un tempo relativamente breve, pur senza nascondersi i limiti che la tutela sociale incontra nei confronti di persone che patiscono un disagio complesso.

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