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Presunte pressioni sulla moglie di un pm, Bruzzone interrogato per due ore

Il presidente del consiglio Regionale si è presentato davanti al magistrato nel primo pomeriggio, per un interrogatorio finalizzato ad approfondire l'accusa di induzione alla concussione

Si è concluso poco prima delle 16 l’interrogatorio del presidente del consiglio Regionale Francesco Bruzzone, oggi convocato davanti al pm Massimo Terrile per rispondere dell’accusa di induzione alla concussione: un incontro durato quasi due ore, al termine del quale l’esponente della Lega Nord ha lasciato Palazzo di Giustizia accompagnato dal suo avvocato.

Bruzzone è finito nel mirino della Procura dopo la denuncia presentata da Afra Serini, funzionaria della Regione e capo di Gabinetto del presidente del consiglio Regionale sino allo scorso marzo, quando, stando al suo racconto, il suo incarico non sarebbe stato rinnovato in seguito al suo rifiuto di intercedere presso il marito, il pubblico ministero Alberto Lari, per far sì che la posizione di Bruzzone, indagato nell’ambito dell’inchiesta spese pazze, venisse ridimensionata. 

Da qui l’ipotesi di reato per cui Bruzzone ha ricevuto nei giorni scorsi l’avviso di garanzia, un atto cui ha risposto spiegando che il mancato rinnovo sarebbe dipeso esclusivamente da ragioni di natura burocratica e fiduciaria: la Serini era stata nominata presidente di gabinetto dalla giunta del centrosinistra, e con la vittoria alle elezioni del maggio 2015 di Toti le dinamiche sarebbero cambiate, spingendo il nuovo presidente ad riaffidare l’incarico.

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