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Tragedia Erasmus: ragazze senza cintura, risarcimenti ridotti

La proposta, già di per sè offensiva di settantamila euro per ognuna delle 13 ragazze, rischia di assumere i contorni della beffa, visto che l'assicurazione dice di voler decurtare del 25 per cento la cifra

Erano senza cintura. Per questo le ragazze morte all'alba del 20 marzo in Spagna, fra cui la genovese, Francesca Bonello, avrebbero una sorta di corresponsabilità nel tragico incidente, almeno secondo quanto afferma l'assicurazione, a cui ora spetta risarcire i familiari delle vittime.

La proposta, già di per sè offensiva di settantamila euro per ognuna delle 13 ragazze, rischia di assumere i contorni della beffa, visto che l'assicurazione dice di voler decurtare del 25 per cento la cifra, poiché le ragazze, all'estero col progetto Erasmus, non indossavano la cintura.

L'incidente era stato causato da un colpo di sonno dell'autista del pullman, come da lui stesso ammesso. Ma finora non era emerso alcun comportamento inadeguato da parte dei passeggeri del mezzo.

I familiari delle vittime si sono ora affidati a un team di avvocati e presto vedrà la luce l'associazione "Genitori generazione Erasmus - Uniti perché non accada mai più".

Quel giorno, nel tragitto fra Valencia e Barcellona, oltre a Francesca persero la vita altre sei ragazze italiane: la torinese Serena Saracino, Valentina Gallo, Elena Maestrini Elisa Valent, Lucrezia Borghi e Elisa Scarascia Mugnozza. In tutto le vittime, tra i 19 ei 25 anni, furono tredici.

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