Maltempo: frane e cedimenti in tutta la provincia, il quadro della situazione

La prolungata e intensa pioggia che ha interessato la Liguria nei giorni di Natale e Santo Stefano, oltre a provocare danni sulle strade comunali di Genova e di alcuni comuni limitrofi, ha colpito duramente anche le strade provinciali

La prolungata e intensa pioggia che ha interessato la Liguria nei giorni di Natale e Santo Stefano, oltre a provocare danni sulle strade comunali di Genova e di alcuni comuni limitrofi, ha colpito duramente anche le strade provinciali: sono state numerose le frane abbattutesi sulle carreggiate, così come ci sono stati vari casi di cedimenti della carreggiata a valle, tutte situazioni che hanno imposto limitazioni della circolazione.

Di seguito un elenco delle principali situazioni critiche, aggiornato alle ore 12 del 27 dicembre.

Il problema più delicato per la viabilità si ha sulla provinciale n. 225 della Fontanabuona, che dal 22 ottobre scorso, in seguito al crollo del ponte di Carasco alla sua estremità di levante, è accessibile solo da ponente: e proprio all’imbocco della strada da ponente, 500 metri a valle dello sbocco in vallata del tunnel delle Ferriere (galleria Paolo Emilio Taviani), all’alba di questa mattina è avvenuta una frana, causata dall’ingente quantità di acqua che filtra dal sottosuolo non potendo essere contenuta nemmeno dal pozzo che recentemente la Provincia ha scavato a monte del tunnel. La frana ha invaso parte della carreggiata, lasciandone però libera una parte molto ampia: per questo tecnici e operai della Provincia di Genova hanno potuto tenere la strada aperta, pur istituendo un senso unico alternato regolato da movieri per un tratto di circa 60 metri (appena possibile verrà installato un semaforo). Non sono state imposte limitazioni di transito ai mezzi pesanti, proprio per evitare di rendere ancora più difficile la situazione in una valle già penalizzata dal crollo del ponte.

Sono state disposte anche due chiusure di strade provinciali che però non hanno alcuna conseguenza sulla viabilità poiché non comportano l’isolamento di alcun centro o località abitata: la prima è la n. 21 del Passo del Portello, per un cedimento della carreggiata a valle, al km 14,5 in comune di Neirone, alla fine della strada; la seconda è la n. 6 di Cravasco, per una frana al km 8,850, a un centinaio di metri dal Passo della Bocchetta.

Situazione particolarmente critica, poi, sulla provinciale n. 14 di Davagna, dove al km 10,4 in località Sottana, una frana caduta dal versante sovrastante ha imposto l’istituzione di un senso unico alternato. La strada peraltro è minacciata in diversi altri punti da frane in movimento e smottamenti sui versanti sovrastanti, essendo tutta la zona in accentuato dissesto idrogeologico, con necessità di pianificare interventi di difesa del suolo.

Altri sensi unici alternati sono stati istituiti:

- sulla provinciale n. 83 di Pietranera, al km 7 in comune di Rovegno, per cedimento del piano viabile;

- sulla provinciale n. 333 di Uscio, al km 13,800, in comune di Tribogna, per una frana che ha causato il crollo di un muro;

- sulla provinciale n. 7 della Castagnola, al km 1,850, per una frana in movimento;

- sulla provinciale n. 26 bis della Val Mogliana, al km 0,900 in comune di Mezzanego, per una frana a monte (si prevede riapertura regolare entro stasera);

- sulla provinciale n. 37 di Semovigo, al km 1,800, per una frana a monte.

Sulla provinciale n. 53 della Bastia, invece, viene costantemente monitorata una frana a monte al km 9, dove stanno cadendo detriti (tecnicamente: sfornellamento): per ora la strada è transitabile, ma se la situazione dovesse peggiorare potrebbe essere istituito un senso unico alternato.

È stata infine riaperta questa mattina alle 8 la provinciale n. 13 di Creto, che era stata chiusa ieri al km 6,2 per uno smottamento fangoso di grande entità tra Aggio e Creto, causato dal cedimento di un muretto a secco.

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