Cronaca

Fondi Lega, il Riesame accoglie il ricorso: via ai sequestri

È arrivata giovedì mattina la decisione dei giudici, che hanno accolto la richiesta della procura autorizzando il sequestro di altri 46 milioni di euro al partito di Matteo Salvini

Ci sono volute 24 ore, per i giudici del Riesame, per decidere di accogliere il ricorso della procura di Genova sul sequestro dei fondi della Lega: la notizia è arrivata in una mattinata in cui Palazzo di Giustizia è stato al centro dell’attenzione nazionale non soltanto per l’inchiesta sul Carroccio, ma anche per quella sul crollo di ponte Morandi .

I giudici del Riesame, che mercoledì si erano riservati, hanno dunque dato il via libera alla procura per procedere con i sequestri da 49 milioni di euro su tutti i conti riconducibili al partito capitanato oggi da Matteo Salvini: sino a oggi ne erano stati sequestrati poco più di 3, e per gli inquirenti sarà possibile adesso procedere ai sequestri sino a che non verrà raggiunta la somma di 49 milioni di euro, e cioè quella che, stando a quando stabilito dai giudici che hanno condannato in primo grado Umberto Bossi e Francesco Belsito, sarebbe stata sottratta in maniera fraudolenta allo Stato sfruttando i rimborsi elettorali.

Per i giudici del Riesame, il fatto che gli attuali dirigenti della Lega non abbiano responsabilità nella maxi truffa è dato come fatto, ma non è rilevante: la necessità è restituire alle casse dello stato quanto ottenuto in maniera illecita, così come stabilito dalla Cassazione (che aveva dato ragione alla procura sulla necessità del sequestro), e dunque «non può adesso invocarsi l’estraneità del soggetto politico Lega Nord rispetto alla percezione delle somme confluite sui suoi conti e delle quali ha pertanto direttamente tratto un concreto e consistente vantaggio patrimoniale».

Gli avvocati della Lega, dal canto loro, si erano difesi presentando un documento che attesta che gli attuali fondi presenti sui conti non avrebbero provenienza pubblica, ma sarebbero frutto di donazioni di elettori, di stessi membri del partito e del 5 per mille tratto dalla dichiarazione dei redditi. Una relazione che non è però servita a convincere il Riesame: i difensori del Carroccio potranno ora decidere se ricorrere nuovamente in Cassazione, mossa altamente probabile, come confermato anche dall’avvocato Giuseppe Conti.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, impegnato in mattinata durante una conferenza stampa e interpellato in proposito, ha ribadito come già fatto in passato che «sono tranquillo, continuo a lavorare, i processi e le storie del passato che riguardano fatti di otto o dieci anni fa non mi appassionano», augurandosi poi che la procura di genova «si impegni sulla tragedia di ponte Morandi».

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