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Invasione di topi a Tommaseo, al via la bonifica ma il Municipio avverte: «Smettete di nutrirli»

Il presidente del Municipio Medio Levante spiega a Genova Today le contromisure prese per neutralizzare la colonia di roditori che ha ormai "preso possesso" della piazza, lanciando anche un appello

Scorrazzano per le strade come se fossero in un villaggio turistico, spuntando ogni tanto in superficie per godere delle “provviste” che qualche animalista di buon cuore offre ai piccioni, per poi ritornarsene nei cunicoli e nelle gallerie scavate sotto l’asfalto: i topi di piazza Tommaseo sono ormai diventati un incubo per i residenti, che ogni giorno non riescono neppure più a contare gli avvistamenti e che li osservano con ribrezzo mentre sgusciano fuori dalle tane e circolano liberamente per la piazza.

Una vera e propria invasione che nel corso delle ultime settimane ha raggiunto livelli preoccupanti: si parla di centinaia di esemplari, dai più piccini a vere e proprie pantegane, che si riproducono e si moltiplicano in tutta serenità grazie al cibo fornito da chi ha incautamente deciso di nutrire la “fauna urbana” con gli avanzi, trasformando piazza Tommaseo in una sorta di oasi felice per i topi. Il monumento a Manuel Belgrano, in particolare, si è rivelato l’entrata a un regno sotterraneo che conta su decine di gallerie scavate dai roditori, decisi a rendere il luogo il più confortevole possibile: «Durante i primi sopralluoghi abbiamo scoperto un vano che era stato letteralmente colonizzato. Non possiamo negare che il problema abbia raggiunto proporzioni preoccupanti, e non è certo un bel biglietto da visita, ma ce ne stiamo occupando», ha spiegato a Genova Today il presidente del Municipio Medio Levante, Alessandro Morgante, che ieri ha partecipato a un incontro con Aster, Amiu e l’ufficio Animali del Comune che si è rapidamente trasformato in un vero e proprio intervento.

«Abbiamo provveduto a rasare le aiuole, in modo da eliminare eventuali ulteriori nascondigli per i topi, e adesso la situazione del verde consente di intervenire nella maniera più incisiva possibile. Abbiamo inoltre incominciato a piazzare le esche con il veleno, al momento gli unici rimedi consentiti dalla legge, e contiamo di ripetere l’installazione tra due settimane, in modo da verificare se il numero è effettivamente diminuito. Al momento purtroppo è tutto ciò che possiamo fare, la soluzione non è così immediata, ma contiamo di smuoverla nel più breve tempo possibile». Ma la soluzione al problema è possibile soltanto se chi quotidianamente nutre i piccioni - o gli stessi roditori, nei casi più estremi - interromperà questa abitudine: «Ormai i topi si sono abituati alla presenza dell’uomo, non si sentono più minacciati. Chi nutre i piccioni non si rende conto che comportandosi così non fa che contribuire al loro proliferare».

Le segnalazioni continuano ad arrivare, conferma Morgante, ma la macchina è ormai stata avviata: ora ci vuole pazienza, perché «non possiamo intervenire con il lanciafiamme! E, a parte gli scherzi, neppure con le ruspe: se non riduciamo il numero di esemplari rischiamo di farli fuggire in tutto il quartiere, e sarebbe ancora peggio». L’iter da seguire è dunque questo: piazzare le esche, aspettare che i topi abbocchino e dimezzarne il numero, e solo allora ricorrere alle ruspe per spianare il terreno, perché le gallerie, anche vuote, non farebbero che attirare nuovi esemplari decisi a occuparle e tornare a prosperare.

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