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Foce, "guerriglia urbana" contro il distributore abbandonato

I membri del gruppo We Care Genova si sono dati da fare per ripulire l'ex benzinaio Ip da foglie e rifiuti che si sono accumulati durante i mesi di incuria: Ci hanno assicurato che l'avrebbero smantellato, ma sino a oggi nulla è stato fatto»

Una vera e propria azione di “guerriglia urbana” finalizzata a riportare per quanto possibile ordine e pulizia in un angolo della Foce abbandonato a se stesso: promotori dell’iniziativa i membri del gruppo We Care Genova, Giovani per la Foce, che hanno preso d’assalto il distributore Ip in disuso di via Cecchi al grido di “Ip: Io Pulisco, e tu te ne vai?”.

Armati di scope, rastrelli e sacchi della spazzatura hanno trascorso una giornata a raccogliere il tappeto di foglie che si è accumulato nel corso dei mesi e gli altri rifiuti abbandonati davanti al gabbiotto ormai in rovina: «Ip aveva detto che avrebbe fatto qualcosa, anche a seguito di una mia interrogazione in Municipio - ha spiegato Edoardo Marangoni, membro del comitato Giovani Per lA foce - Dopo due mesi però sono stati mandati solo due operai a pulire le cisterne. Niente di più. Ci è sembrato doveroso farci nuovamente carico di una qualche azione».

Il distributore, che sorge all’incrocio tra via Cecchi e via della Libertà, ormai da un paio d’anni è chiuso e recintato dalla rete arancione occupando uno spazio che per molti andrebbe utilizzato in maniera più produttiva, in primis per guadagnare parcheggi in un quartiere in cui, complici i lavori per la copertura del Bisagno, vanno sempre più scarseggiando. Lo scorso maggio alcuni residenti esasperati avevano affisso volantini che inneggiavano alla rimozione, e il presidente del Municipio Centro Est, Alessandro Morgante, aveva assicurato a Genova Today che «Api ha ritirato le autorizzazioni, e la pratica è stata chiusa: la speranza è che inizino al più presto i lavori di smantellamento per restituire l’area ai cittadini ed eliminare un punto che negli ultimi tempi è stato completamente abbandonato a se stesso». 

Sino a oggi però, la multinazionale non ha ancora provveduto alla completa rimozione del distributore, costringendo così i cittadini a farsi carico della sua occasionale manutenzione.

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