Casa del Donatore nell'ex palazzina Q8, il progetto ancora fermo al palo

Dopo lo sgombero della cooperativa Agorà, che si occupava di accoglienza profughi, avrebbero dovuto partire i lavori di realizzazione coordinati da Fidas e Avis. A oggi, però, ancora nessun intervento è stato ufficializzato e non c'è una data d'inizio

A quasi un anno dallo sgombero della palazzina Q8 di viale Brigate Partigiane, ancora non c’è una data per l’inizio lavori di realizzazione della Casa del Donatore, il progetto che il Comune ha fortemente voluto per trasformare l’edificio in un punto di riferimento a livello nazionale nella raccolta e donazione di sangue.

Della questione si è parlato nel corso del consiglio comunale di martedì 16 gennaio con la richiesta di chiarimenti da parte del consigliere Federico Bertorello: «La palazzina è stata sgomberata dalla concessionaria Agorà, cooperativa che si occupava di migranti - ha detto Bertorello - ma da allora nulla è stato fatto e l’edificio versa in condizioni di abbandono e degrado».

A fornire aggiornamenti il vice sindaco Stefano Balleari, che ha ammesso che «a oggi non abbiamo ancora una data per l’inizio dei lavori di riqualificazione, né sulla realizzazione della casa del donatore», spiegando che «il consiglio comunale ha deliberato nel gennaio 2018 di affidare la palazzina a Fidas, come capofila di una serie di associazioni, per la realizzazione del progetto. Abbiamo inviato proprio a Fidas una bozza del disciplinare che regola la concessione e l’importo del canone, ma a oggi siamo ancora in attesa della firma».

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Gli interventi di riqualificazione, inoltre, sono vincolati alle decisioni della Soprintendenza, essendo la palazzina un reperto architettonico storico firmato da Mario Labò. In parte demolito per la costruzione della Sopraelevata, nel corso degli anni è andato incontro a diverse trasformazioni, ed è arrivato al 2019 in condizioni di estremo degrado: «Dobbiamo stabilire gli interventi in sintonia con quanto dice la Soprintendenza, abbiamo già inviato la domanda e anche in questo caso stiamo aspettando una risposta, mi auguro che i lavori possano iniziare al più presto».

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