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Cronaca Centro Storico / Via delle Grazie

Movida & chiusura del Fitz, i residenti: "Sì ai locali, ma nel rispetto di tutti"

Il Comitato “Vivere il Centro Storico” è intervenuto nel dibattito in seguito alla vicenda legata alla chiusura del locale di via delle Grazie che era stato chiuso venerdì 18 giugno 2021 tra le proteste dei titolari che attraverso le pagine di Genova Today avevano spiegato di non poter essere considerati i "responsabili degli eccessi", dopo il ricorso il locale era stato riaperto ma con chiusura alle ore 21

"Non siamo contro i locali, ma vogliamo attività compatibili con il contesto del centro storico, che siano gestite nel rispetto di tutti". Il Comitato “Vivere il Centro Storico” è intervenuto nel dibattito sulla 'movida' in seguito alla vicenda del Fitz, locale di via delle Grazie che era stato chiuso venerdì 18 giugno 2021 tra le proteste dei titolari che attraverso le pagine di Genova Today avevano spiegato di non poter essere considerati i "responsabili degli eccessi" e di aver sempre fatto il possibile per garantire la sicurezza all'interno del proprio locale in una zona molto complicata. In seguito al ricorso contro il provvedimento di chiusura, che citava episodi di violenza nelle vie limitrofe, esposti dei residenti e rilievi fonometrici (ma non specifici episodi avvenuti all'interno del locale) era arrivata una parziale sospensione del provvedimento con la riapertura solo fino alle ore 21. 

Il comitato “Vivere il centro storico di Genova”, di cui fanno parte anche residenti di edifici che affacciano su via delle Grazie e sulla prospiciente piazzetta Barisone, ha inviato alla nostra redazione un video che testimonia i disagi vissuti dagli abitanti della zona e che, secondo chi lo ha realizzato, sarebbero direttamente riconducibili al locale di via delle Grazie.

"L’eccessivo affollamento in via delle Grazie e nelle zone limitrofe - afferma il comitato - , dovuto indubbiamente e per la maggior parte ai frequentatori del locale in questione, che acquistano le consumazioni, non le consumano all'interno del locale e bevono ammassandosi per la strada, con conseguente frastuono oltre ogni limite di legge (come attestato da recenti rilievi fonografici effettuati nella stessa zona dal Nucleo tutela ambiente della Polizia locale Genova), è una condizione che perdura ormai da anni. Le folle di giovani schiamazzanti davanti al Fitz, in barba a qualsiasi norma sulla quiete pubblica, sono ampiamente documentate. Nei confronti di tale situazione i residenti, non riuscendo ad ottenere alcuna applicazione della legge attraverso interventi delle forze dell'ordine in loco, si sono rivolti a varie riprese alle amministrazioni comunali, chiedendo di porre rimedio ad una situazione di disturbo e degrado, che tra il 2018 e il 2019 ha visto un continuo e inesorabile peggioramento, fino agli eccessi del dopo lockdown 2020, totalmente fuori controllo (che ha visto l’assalto ad un locale più a monte, da sempre ben gestito, da parte dei ragazzi alterati che occupavano tutta la via e che in altra occasione ne impedivano fisicamente l’uscita dei clienti)".

"Come documentato anche dai filmati - prosegue il comitato -, oggi in via delle Grazie e in piazzetta Barisone, dopo l'applicazione delle misure di emergenza, i residenti possono finalmente aprire le finestre su una situazione incontestabilmente diversa. I ristoranti e gli altri locali sono regolarmente aperti, ma affollamento e rumore sono diminuiti drasticamente, e dopo la mezzanotte si è scoperto anche un po' di "sano" silenzio. Perché, parlando di rumore in ogni parte del centro storico, nonché di vero e proprio frastuono, che affligge sistematicamente i residenti durante molte notti a settimana, si sta parlando di un danno grave e persistente alla salute delle persone, rispetto al quale risulta assolutamente legittimo stabilire vere e proprie responsabilità".

"Come cittadini di una sola città - conclude "Vivere il Centro Storico - , è inutile dire che ci auguriamo il bene di tutti, cioè di chi vive (e dovrebbe poter dormire) nel centro storico e di chi ci lavora per vivere. Considerando quindi che le attività devono o dovranno riprendere, in qualche maniera, ci chiediamo da chi e come saranno affrontati i problemi che non possono certo considerarsi risolti in via emergenziale dalle attuali ordinanze, che per quanto funzionali ad un effettivo miglioramento in alcune zone, non possono considerarsi vere e proprie soluzioni per una situazione ben più ampia e complessa. Dopo i fatti gravi degli ultimi tempi, vorremmo poter credere che tutti, dalle amministrazioni ai locali, sanzionati o no, abbiano capito che è davvero arrivato il momento di cambiare , che si tratti di limitare gli orari, organizzare i locali diversamente, prevedere occasioni e spazi diversi per i giovani o pensare un modo differente del vivere il centro storico. Nel rispetto di tutti occorre trovare soluzioni permanenti che facciano di questa città un posto migliore per tutti".

Al Comitato ha poi replicato il titolare del Fitz, Ivan Lombardo, che ha puntualizzato: "Per quello che riguarda il rilievo fonometrico abbiamo fatto ricorso perché secondo noi non direttamente imputabile al nostro locale. Inoltre a finestre chiuse lo sforamento non era eccessivo. Ovviamente con le finestre aperte, come si vede nella foto, la percezione del rumore cambia di molto. In questo periodo, tra l'altro, siamo in 'bassa stagione' per quello che riguarda locali come il nostro e indipendentemente dalla chiusura forzata ci sarebbe stato meno movimento. Al momento, comunque, siamo aperti negli orari indicati dopo il nostro ricorso contro il provvedimento". 

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