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Lunedì, 28 Novembre 2022
Cronaca

Addio a Fiorenzo Toso, linguista genovese morto a 60 anni

Specialista dell'area linguistica ligure, ha dedicato gran parte della vita allo studio e alla divulgazione nel mondo del dialetto genovese e ligure

È morto all'età di 60 anni Fiorenzo Toso, linguista, accademico di linguistica e dialettologo italiano. Nato ad Arenzano il 20 febbraio 1962 si è laureato in lingue a Genova, per poi conseguire l'abilitazione all'insegnamento universitario e il dottorato in filologia romanza e linguistica generale a Perugia.

Specialista dell'area linguistica ligure, ha dedicato gran parte della vita allo studio e alla divulgazione nel mondo del dialetto genovese e ligure, tra i suoi interessi anche i fenomeni di contatto linguistico con speciale riferimento alle isole linguistiche del bacino del Mediterraneo, al dialetto ligure coloniale e in particolare al dialetto tabarchino. Ha poi portato avanti ricerche etimologiche sul lessico italiano e su temi e problemi legati alle minoranze linguistiche in Italia e in Europa. Per le sue ricerche sul dialetto tabarchino è stato insignito della cittadinanza onoraria dei comuni di Calasetta e di Carloforte.

Tanti i messaggi di cordoglio comparsi sui social, il figlio Pietro ha voluto ricordarlo così.

"La vita non è un film dice una canzone che negli ultimi anni ho avuto modo di ascoltare tante tante volte. Oggi perdiamo un uomo geniale, un uomo di eccezionale cultura, un cervello sopraffino che ha saputo portare avanti con convinzione la sua passione. Proprio lo stesso cervello gli ha tirato un brutto scherzo, con un tumore che nel giro di pochi mesi se lo è portato via. Lo ha portato via a noi figli, ma lo ha portato via a tutti. Papà non era un esibizionista, ha sempre lavorato nell'ombra per seguire ciò che gli è sempre piaciuto. Lo studio della lingua con la quale parlava da bambino lo ha portato a pubblicare più di 500 articoli scientifici, lasciando una testimonianza fondamentale per chiunque vorrà approcciarsi negli anni alla conoscenza del genovese e di tutte le sue declinazioni. Chissà quanto ancora avrebbe potuto fare, quanto ancora avrebbe potuto dare. Ma, appunto, la vita non è un film. E lo strano destino di papà è stato quello di raggiungere dopo soli 6 anni la donna della sua vita con la stessa terribile malattia. Sin dai tempi del liceo la mamma si era follemente innamorata di quel cervello, lo aveva aiutato a crescere, lo aveva supportato anche nei momenti in cui sarebbe stato più semplice dire basta e mollare tutto. Insieme ci hanno insegnato a coltivare le nostre passioni, a crescere con dei valori, a saper ripartire dopo le difficoltà che la vita ci ha posto davanti. Chi ci conosce, chi ci ha accompagnati in questi anni, sa che non è stato facile sorpassare la morte della mamma. Ora ci troviamo di fronte alla perdita anche di papà e dobbiamo ripartire ancora una volta. Ma la nostra corazza è più forte. Non so quanto ci vorrà ma ne usciremo, con la consapevolezza che abbiamo due angeli che ci guardano, ci guidano, ci aspettano, felici di poter vedere la nostra crescita, di nuovo insieme. Buon viaggio papà, salutaci la mamma e da lassù indicateci la strada migliore per rendervi orgogliosi del nostro cammino".

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