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Giovedì, 28 Settembre 2023
Cronaca

Simularono incidente stradale per coprire infortunio sul lavoro: in cinque vanno a processo

L’operaio rimasto paralizzato dopo l’incidente sul lavoro avrebbe taciuto perché sposato con la figlia del capo

Cinque persone sono state rinviate a giudizio per aver simulato un incidente stradale e coperto un grave infortunio sul lavoro. I cinque sono il titolare di una ditta di Asti, tre operai e la vittima rimasta paralizzata.

I fatti risalgono al 10 ottobre 2018 quando un operaio si ribalta con un escavatore sull'autostrada A12, lungo il cavalcavia Rio Rezza, all'altezza di Lavagna. 

Ma la prima preoccupazione del suo capo fu quella di caricare l'allora 32enne su un furgone e riportarlo in carreggiata per fingere l'investimento da parte di un'auto pirata. 

Gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Daniela Pischetola, hanno esaminato le immagini delle telecamere e notato che all'ora del presunto investimento transitatò una sola auto, rintracciata a Bologna senza alcun segno compatibile con l'investimento. 

Poi, la svolta nelle indagini grazie ad una telefonata anonima arrivata in procura: l'operaio si era ribaltato alla guida dell'escavatore. La polizia stradale ha trovato il mezzo, di cui era stato denunciato il furto, ad Asti con alcuni pezzi mancanti rimossi, secondo l'accusa, per nascondere le tracce dell'infortunio. 

Il ferito, all'epoca 32enne, avrebbe sempre nascosto la verità perché sposato con la figlia del suo datore di lavoro.

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