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La storia di Filippo Biolé, l'avvocato genovese che ha insegnato agli Uffizi a vendere i biglietti

Era il marzo del 2016 quando Biolé scriveva una lettera al ministro Franceschini e al direttore del museo di Firenze per denunciare la "strana" politica dei prezzi dei diversi rivenditori. Tre mesi dopo, il governo gli dà ragione

«Sono soddisfatto dell’esito di questa vicenda, non soltanto per la decisione di istituire una biglietteria unica nazionale, ma anche perché, a prescindere da come si evolverà la questione, io ho già vinto. Perché le istituzioni hanno preso coscienza di una situazione incresciosa che si prolungava ormai da tempo e alla quale bisognava porre rimedio. E questa di per sé è già una vittoria»: a parlare, all’indomani dalla notizia dell’approvazione da parte del governo di un bando internazionale per l’attivazione di un unico sito dove acquistare i biglietti per accedere a tutti i musei statali, è l'avvocato genovese Filippo Biolé, che lo scorso marzo sollevò per primo il problema della vendita dei biglietti online a prezzo maggiorato con un post sugli Uffizi diventato virale.

«Ero a Firenze con una dozzina di amici e ho pensato di acquistare i biglietti online. Il problema è che cercando il sito non è saltato fuori quello ufficiale degli Uffizi, peraltro poco chiaro e mal costruito, ma tutta una serie di altri siti, che ho scoperto solo dopo essere di aziende private. Alla fine ne ho scelto uno, pagando la somma di 294 euro per 12 biglietti, venduti a 24,50 euro ciascuno. Peccato che una volta arrivati al museo mi sono reso conto che il biglietto d’ingresso costa 8 euro, con la maggiorazione di 4 euro di diritti di prevendita se acquistati sul sito www.polomuseale.firenze.it (che sarebbe quello ufficiale, ndr). Che però online esce soltanto nella seconda pagina di risultati, e ha una denominazione decisamente fuorviante: chi cercherebbe mai un indirizzo del genere per acquistare i biglietti per gli Uffizi?».

Ed è stato in quel momento che Biolè ha deciso di intraprendere una vera e propria battaglia: attivarsi per portare all’attenzione delle istituzioni un problema già denunciato da tempo, e cioè la politica degli ingressi in uno dei musei più famosi del mondo, che ha ceduto la vendita dei biglietti a terzi sulla base di una legge del 1997 che consente di stabilirne liberamente il prezzo, fermo restando che il 70% degli incassi deve andare al museo, e dunque allo Stato: «Ciò che mi ha dato più fastidio è il fatto che il sito per l’acquisto online al prezzo "base (appunto 8 euro, ndr) è praticamente introvabile e che la maggior parte dei visitatori, me compreso, sono quindi portati ad affidarsi a siti che sono soltanto in apparenza ufficiali, e invece lucrano sui turisti». 

Da qui la decisione di scrivere una lettera, un vero e proprio parere legale con tanto di citazione di norme e commi, al direttore della Galleria degli Uffizi, Eike Schmidt, per chiedere il rimborso della spesa sostenuta, e al ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, affinché prendesse provvedimenti per tutelare turisti, visitatori e la stessa Firenze davanti a un problema particolarmente sentito. Entrambi gli hanno risposto: il primo chiedendo scusa per quanto accaduto, e invitando Biolé e gli amici a tornare a visitare il museo a titolo gratuito; il secondo esortando l’avvocato genovese a inviare una relazione dettagliata di quanto accaduto affinché venisse aperta una segnalazione. 

Ma la vera battaglia si svolgeva sui social network, dove le reazioni e i commenti indignati al post condiviso da Biolé si moltiplicavano a vista d’occhio, puntando l’attenzione su un questione denunciata già nel lontano 2008. E arrivando anche sotto gli occhi dell’onorevole Mara Carocci (Pd), genovese e membro della commissione Cultura della Camera, che dopo avere visionato il lavoro di ricerca svolto dal battagliero avvocato ha deciso di basarsi proprio sulla sua denuncia (quella formale inviata a Uffizi e ministero) per redigere un’interrogazione cui il governo ieri ha risposto con la decisione di preparare un bando internazionale per creare un unico sito, facilmente reperibile dai visitatori e ben indicizzato sui motori di ricerca, dove acquistare i biglietti - ed eventuali servizi aggiuntivi - per tutti i musei dello Stato, che dovrebbe essere attivo entro i prossimi tre mesi: «Ho ringraziato il governo per la rapidità con la quale si è occupato del caso, e ovviamente continuerò il mio lavoro in commissione e in aula al fine di facilitare la realizzazione del progetto della Biglietteria Unica Nazionale in tempi rapidi», ha fatto sapere l’onorevole Carocci, che proprio nel pomeriggio partecipa a un convegno organizzato a Tursi dal titolo "Investimenti e sviluppo nella Cultura" con i rappresentanti del settore.

«Non ero più stato aggiornato sull’evolversi della questione, e sono lieto di scoprire che la mia denuncia sia servita - ha spiegato a Genova Today Biolé, che lo scorso aprile si era fatto carico di denunciare anche la comparsa di parcheggi sulla pista di pattinaggio delle Piscine di Albaro - A prescindere dall’iter che seguirà adesso il governo, la mia battaglia l’ho già vinta. E’ la dimostrazione che i cittadini possono ottenere interventi concreti se si interessano, e se li sollecitano, come è diritto e dovere di tutti».

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