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L'Ecuador festeggia l'indipendenza, c'è anche il sindaco Doria

Al termine degli interventi ufficiali il console dell'Ecuador a Genova, Narcisa Soria Valencia, ha consegnato al sindaco una targa ricordo, opere di arte moderna e una paja toquilla, il cappello tradizionale ecuadoriano in paglia

«Vi porgo il saluto della vostra città, dove non pochi di voi sono nati, dove lavorate, dove vivete», è iniziato così il saluto del sindaco Marco Doria intervenuto ieri, insieme all'assessore alla legalità e diritti Elena Fiorini, all'assessore alle politiche socio-sanitarie Emanuela Fracassi e ai consiglieri Cristina Lodi, Alberto Pandolfo, Gianpaolo Malatesta e Claudio Villa, alla Festa della Fratellanza organizzata dal Consolato dell'Ecuador a Genova.

«È una grande festa - ha proseguito il sindaco - per la comunità ecuadoriana, per tutta la comunità latino-americana e per la città. Genova è una città che nella sua storia ha visto partire e ha visto arrivare moltissime persone. Moltissime persone sono state accolte nel mondo, in Ecuador e nelle Americhe, dove sono diventate parti integranti di quelle comunità, e moltissime persone qui hanno trovato accoglienza e oggi fanno parte della nostra comunità. Persone con storie e provenienze diverse arricchiscono la nostra cultura, il nostro compito è tirare fuori il meglio di ognuno, nel rispetto delle regole, perché Genova sia sempre più coesa e solidale».

Al termine degli interventi ufficiali il console dell'Ecuador a Genova, Narcisa Soria Valencia, ha consegnato al sindaco una targa ricordo, opere di arte moderna e una paja toquilla, il cappello tradizionale ecuadoriano in paglia.

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