Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca Via Ferriere

Alle Ferriere ritorna il doppio senso, senza più semafori

Si torna a circolare su due corsie senza semafori sulla provinciale 225 alle Ferriere, colpita da un'enorme frana il 27 dicembre 2013. Entro fine gennaio sarà riaperta tutta la carreggiata

Ricostruzione completata sulla provinciale 225 alle Ferriere e dalle 13 di oggi sulla strada si spengono i semafori e si torna a circolare a doppio senso: per ora su due corsie perché si lavorerà ancora qualche giorno per le rifiniture, come la nuova pavimentazione e il nuovo guard-rail «e prima della fine del mese la carreggiata sarà riaperta in tutta la sua larghezza» assicura Gianni Vassallo, consigliere delegato alla viabilità e ai lavori pubblici della Città metropolitana di Genova.

Questo tratto dell'arteria principale per la Fontanabuona nei nubifragi del 27 dicembre 2013 era stato squarciato da un'enorme frana che si era portata via, per oltre cinquanta metri di lunghezza, la metà a valle della carreggiata. L'allora Provincia era subito intervenuta per mettere in sicurezza le corsie rimaste con 180 pali in ferro ancorati alla roccia, garantendo così almeno il transito a senso unico alternato.

Con i mezzi meccanici della viabilità dell'ente è stato poi bonificato e rimodellato il versante e infine, sulla base del progetto redatto dai suoi tecnici e finanziato dalla Regione con i Fas, nel 2015 la Città metropolitana ha assegnato i lavori per riaprire completamente la strada.

«Siamo partiti immediatamente con la gara appena abbiamo avuto a disposizione i fondi per l'opera - dice Gianni Vassallo - e il 15 giugno scorso abbiamo consegnato i lavori all'impresa che si li è aggiudicati. I nostri tecnici hanno controllato costantemente gli interventi e data la complessità geologica dei terreni hanno imposto anche approfondimenti e verifiche supplementari nelle prove di carico sui pali delle fondazioni, peraltro tutte positive, prima di procedere al montaggio dei pannelli, rispettando comunque senza ritardi i tempi previsti e gli impegni assunti per completare i lavori».

Alla base del versante franato è stato innalzato un muro di sostegno con venticinque pannelli prefabbricati alti 4,30 metri e larghi 2,20 con fondazioni in cemento armato su pali in ferro ancorati alla roccia. Dietro al muro, per ricostruire tutta la scarpata sono state poi realizzati tre gradoni, ognuno alto 1,80 metri, di terre armate (strutture metalliche riempite di terre e ghiaia) sino ad arrivare alla quota precedente della strada.

Ghiaia e pietre dei riempimenti provengono dalle manutenzioni dell’alveo del Geirato «con un'operazione – dice Vassallo – che unisce il ritorno alla piena transitabilità di un'arteria fondamentale per le nostre vallate alla pulizia dei torrenti per migliorare il deflusso delle piene. I materiali fluviali sono stati movimentati e trasportati dai nostri mezzi meccanici e questo ci ha permesso di contenere ulteriormente le risorse».

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