Iplom, doppia esercitazione per testare la reazione all'emergenza

Mercoledì 27 e giovedì 28 settembre il deposito di Fegino ospiterà due esercitazioni così come previsto dal Pei (Piano di Emergenza Interno): lo scopo è misurare i tempi e i modi di gestione di una situazione emergenziale, come per esempio la rottura del tubo che si è verificata nel 2016

La raffineria Iplom a Busalla

Il deposito Iplom di Fegino, lo stesso da cui nell’aprile del 2016 uscirono tonnellate di greggio che si riversarono nel Polcevera e in mare a causa della rottura di un tubo, si mette alla prova per testare la sicurezza e i tempi di risposta delle squadre interne in caso di emergenze.

Mercoledì 27 e giovedì 28, infatti, nel deposito di Fegino andranno in scena due esercitazioni così come previsto nel PEI (Piano di Emergenza Interno), aperte alle autorità.

L’esercitazione è prevista in quanto Iplom, in qualità di gestore del deposito di Fegino (di proprietà SEAPAD) deve provvedere a predisporre un Piano di Emergenza Interno (PEI) e effettuare  simulazioni di emergenza con frequenza almeno semestrale.

 Le esercitazioni, da riferirsi agli scenari individuati nel Rapporto di Sicurezza,  sono di due tipi: 

- esercitazioni semplici, senza Vigili del Fuoco, in cui si simula un evento controllabile con immediatezza con i soli mezzi del deposito; 

- esercitazioni complesse, con Vigili del Fuoco, in cui si simula un evento completamente sviluppato che è controllato con intervento dei soccorsi esterni

 A seguito delle esercitazioni vengono validati e condivisi i protocolli di intervento che costituiscono parte integrante del Piano di Emergenza Interno (PEI). L’azienda fa sapere di avere già dato disponibilità a ospitare le autorità competenti in occasione delle attività di simulazione, e a questo proposito ha ricordato che il Piano di Emergenza viene reso disponibile alla Prefettura proprio per mettere le autorità nelle condizioni di conoscere i tempi e i modi di risposta di Iplom in caso di emergenza.

 ll Piano di Emergenza Esterno è infatti predisposto dalla Prefettura, con il supporto degli altri enti coinvolti nella pianificazione di emergenza, previa onsultazione dei cittadini e delle parti interessate in quanto contempla la gestione degli scenari incidentali i cui effetti possono avere una qualche conseguenza all’esterno del deposito e necessità quindi del coinvolgimento della popolazione.

Anche per il Piano di Emergenza Esterna (PEE) sono previste esercitazioni, che si svolgono all’esterno del deposito con il coinvolgimento diretto della popolazione e dell’azienda, a seconda di quanto stabilito dalle autorità.

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