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Farmacia Comunali, stipendio triplicato per il dirigente: polemica in Consiglio

Dopo i dubbi sollevati dalle organizzazioni sindacali il sindaco Marco Doria ha risposto ad alcune interrogazioni portate in Sala Rossa: «Un’azienda di queste dimensioni non può non avere un direttore»

Dopo le recenti polemiche sul piano di riorganizzazione delle Farmacie Comunali, che ha portato alla chiusura di 3 punti vendita negli ultimi 3 anni e a un futuro incerto per 40 lavoratori, la questione approda anche in consiglio Comunale con una serie di interrogazioni e un botta e risposta tra Alfonso Gioia (Udc), Enrico Musso (Lista Musso), Claudio Villa (Pd), Stefano Balleari (Pdl), Salvatore Caratozzolo e Franco De Benedictis (entrambi Gruppo Misto) e il sindaco Marco Doria.

I consiglieri hanno chiesto chiarimenti in particolare sulla riapertura del bando già scaduto per individuare un nuovo direttore generale che prenda il posto dell’ex amministratore unico Davide Grossi dopo le sue dimissioni di ottobre, cui verrebbe corrisposto un compenso annuo di 96mila euro per 5 anni di mandato, e cioè il triplo rispetto a quello del predecessore.

«Gli obiettivi nell’ultimo anno sono stati raggiunti da Farmacie anche grazie al lavoro di un amministratore che guadagna un terzo del direttore generale. È obbligatoria la figura del direttore? E, nel caso, è obbligatorio pagare questa cifra?», ha chiesto Villa, mentre il vicepresidente del consiglio Comunale, Stefano Balleari, ha sollevato dubbi sull’eventualità che sia proprio Grossi, dopo le dimissioni, a concorrere per la carica di direttore, con uno stipendio «stellare» in un periodo in cui molti dipendenti non hanno ancora prospettive future: «Grossi è riuscito a raggiungere l’obiettivo del pareggio dei conti soltanto cedendo 3 attività, vorrei capire dal sindaco perché si è deciso di dare un compenso del genere a una Srl dal capitale sociale di 10mila euro».

Immediata la replica del primo cittadino, che ha spiegato che «in queste aziende esiste un consiglio d’amministrazione, o un amministratore unico, e i dipendenti. Il direttore era un dipendente. Abbiamo tolto il consiglio d’amministrazione, sostituendolo con l’amministratore. Ci siamo trovati di fronte al pensionamento del direttore, il suo posto dovrà essere coperto con una procedura di concorso. Per questo abbiamo disposto in primo luogo un bando di mobilità, poi un concorso per un incarico a tempo determinato. La retribuzione rientra nei tetti di spesa stabiliti da questo consiglio. Un’azienda di queste dimensioni non può non avere un direttore».

Per quanto riguarda invece il futuro dei lavoratori, il sindaco ha chiarito che «nel Comune di Genova ci sono alcuni precari che, per necessità, rimarranno ancora tali. Se non avessimo raggiunto, grazie a una gestione corretta, l’obiettivo del pareggio, saremmo stati obbligati a cedere Farmacie. Il pareggio dimostra che possiamo gestirle. L’azienda infatti non deve produrre ordine, ma fornire un servizio». 

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