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Cronaca

False ispezioni sulle navi dei disastri, chiuse le indagini su Rina e Capitaneria

Contestati dalla procura di Genova 17 capi d'imputazione. Tra i verbali falsificati ci sono quello sulla Jolly Nero che il 7 maggio 2013 uscendo dal porto genovese abbatté la Torre Piloti uccidendo 9 persone e sul traghetto Norman Atlantic che il 28 dicembre 2014, mentre si trovava nel Canale d'Otranto, prese fuoco causando 9 morti e 19 dispersi

C'è il verbale di visita ai motori della nave Jolly Nero soppresso, quello sulla sicurezza del traghetto Norman Atlantic falsificato. Ma anche documenti informatici cancellati, accessi abusivi e distribuzioni di dati. Sono diciassette, in totale, i capi di imputazione contestati dalla procura di Genova a dipendenti dell'ente di certificazione Rina, membri della Capitaneria e dipendenti della società Messina.

Sulle navi dei disastri Jolly Nero (Torre Piloti 7 maggio 2013, nove vittime) e Norman Atlantic (28 dicembre 2014, nove morti) e su altri traghetti e mercantili, una "cricca" di responsabili si sarebbe accordata per falsificare l'esito delle verifiche sulla sicurezza a bordo.

Le accuse, per tutti, sono di falso in atto pubblico perché nonostante guasti e problemi riscontrati sulle navi sarebbero state rilasciate comunque le certificazioni di sicurezza e l'aggravante di aver commesso i reati quali pubblici ufficiali o nell'esercizio di funzioni pubbliche. L'inchiesta era nata nel corso delle indagini sul disastro della Torre Piloti e ora potrebbe portare verso il processo 13 tecnici e dirigenti del Rina e 2 militari della Capitaneria.

L'accusa sostenuta dal pm Walter Cotugno è contenuta nell'avviso di conclusione indagini preliminari (acip) della Procura di Genova, nei confronti di 15 indagati (Marco Benzi, Stefano Bertilone, Dario Bruni, Giorgio Ceroni, Giovanni Debernardis, Carlo Di Salle, Cristina Melado Henriques, Paolo Negri, Marco Noris, Antonio Ricciardi, Paolo Salza, Arturo Santarella, Antonio Sartorato, Maurizio Scaglione, Pino Spadafora) più il Rina.

La replica del Registro navale

 "Dai documenti di chiusura indagini depositati traspare una volontà di costruire un teorema che non ha alcun fondamento sui fatti. Un teorema che nemmeno spiega per quale motivo le persone coinvolte o il Rinadovrebbero avere commesso quanto gli viene attribuito nonostante sette anni di indagini, migliaia di pagine di intercettazioni e milioni di documenti acquisiti dagli inquirenti". Così il Rina commenta l'iniziativa della procura con la chiusura delle indagini sulle certificazioni navali irregolari. "Attendiamo di conoscere gli sviluppi a seguito delle richieste dell'accusa e delle decisioni dei giudici, conservando completa fiducia nella giustizia", conclude la nota del Rina.

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