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Smantellata organizzazione di estrema destra, tra gli "addestratori" un esponente ligure di Forza Nuova

In totale sono 19 gli indagati nell'ambito dell'inchiesta "Ombre Nere" della Digos di Enna. In Liguria individuato un affiliato della 'ndrangheta, referente di Forza Nuova nel ponente, incaricato di addestrare le milizie

C’è anche Genova tra le città in cui si era allungata l’ombra dell’organizzazione di estrema destra finita nel mirino della Digos di Enna per “costituzione e partecipazione ad associazione eversiva e istigazione a delinquere”. E tra i membri di spicco dell’organizzazione, secondo gli inquirenti, ci sarebbe Pasquale "Leone" Nucera, ex vice coordinatore di Forza Nuova per la provincia di Imperia. A lui, stando alle carte dell’inchiesta, il compito di addestrare le “milizie” di matrice filonazista, xenofoba e antisemita.

A Nucera si aggiungono tre indagati genovesi: Alessandro Piga, 65 anni, Claudio Testa, 58 anni, e Olga Giorgi, 66 anni. Nelle loro case la Digos ha trovato materiale e documentazione di area neonazista, sequestrato insieme con armi, computer e telefonini.

Gli indagati sono in totale 19, e l’inchiesta coinvolge gli uffici della Digos di Siracusa, Milano, Monza Brianza, Bergamo, Cremona, Genova (dove sarebbero due gli indagati), Imperia, Livorno, Messina, Torino, Cuneo, Padova, Verona, Vicenza e Nuoro. L’operazione, ribattezzata “Ombre nere”, è culminata con una serie di perquisizioni domiciliari richieste dalla procura distrettuale di Caltanissetta d'intesa con la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, che hanno portato alla luce un vero e proprio arsenale di armi e esplosivi in possesso di alcuni indagati.

Lo "zoccolo duro" dell'organizzazione aveva già definito una struttura interna e territoriale del movimento, creato il simbolo e redatto il programma, conducendo attività di reclutamento e proselitismo pubblicando contenuti sui propri account social sino a creare un variegato gruppo di persone residenti in diverse località italiane, tutte accomunate "dal medesimo fanatismo ideologico" e decisi a costituire un movimento d'ispirazione apertamente filonazista, xenofoba e antisemita denominato "Partito Nazionalsocialista italiano dei lavoratori". 

I membri dell’organizzazione comunicavano attraverso una chat denominata "Militia", in cui veniva portato avanti l’addestramento dei militanti. Non solo: nel corso delle indagini è emerso che nel corso dei mesi l’organizzazione ha tentato di “affiliarsi” a circuiti internazionali di estrema destra per allargare il proprio raggio d’azione, prendendo contatti con organizzazioni di rilievo come "Aryan Withe Machine - C18" - espressione del circuito neonazista Blood & Honour inglese - e il partito d'estrema destra lusitano "Nova Ordem Social". 

Punto di contatto è stato, secondo gli inquirenti, la "Conferenza Nazionalista" che si è svolta lo scorso 10 agosto a Lisbona con l'obiettivo di creare un'alleanza transnazionale tra i movimenti d'ispirazione "nazionalsocialista" di Portogallo, Italia Francia e Spagna. In quell'occasione una degli indagati era intervenuta come relatrice, distinguendosi - sottolinea la polizia - «per l'accesa retorica antisemita del proprio intervento».

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