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Cronaca

Esselunga a Sestri Ponente, rinviata la seduta finale della conferenza dei servizi

Ufficialmente per motivi tecnici. A farlo sapere, Confesercenti e Confcommercio che - insieme ad altre associazioni e sindacati - avevano già chiesto il rinvio della seduta dello scorso 9 maggio che invece era stata confermata

È stata rinviata la seduta finale della conferenza dei servizi sull'insediamento dell'Esselunga a Sestri Ponente (uno dei casi al centro dell'inchiesta sulla corruzione in Liguria), prevista per lunedì 27 maggio. A farlo sapere, Confesercenti e Confcommercio che - insieme ad altre associazioni e sindacati - avevano già chiesto il rinvio della seduta dello scorso 9 maggio che invece era stata confermata. Nonostante fossero passati pochi giorni dall'inizio del terremoto giudiziario, con misure cautelari che avevano interessato anche il manager di Esselunga Francesco Moncada. 

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Sul caso in consiglio comunale, una decina di giorni fa, era intervenuto anche il consigliere del Pd Davide Patrone: "Perchè non è stata bloccata in via cautelativa la conferenza dei servizi svoltasi il 9 maggio come se nulla fosse?". "Ci sono norme - aveva risposto il vicesindaco Pietro Piciocchi - che disciplinano le conferenze dei servizi e le loro tempistiche, nessuno può bloccarle in maniera arbitraria".

In ogni caso, la seduta del 27 è stata ufficialmente rinviata per motivi tecnici. "Come Ascom Confcommercio - dichiara il presidente Alessandro Cavo - anche questa volta avremmo nuovamente richiesto il rinvio della seduta anche per le citate ragioni di opportunità e di verifica di quanto ultimamente emerso, ribadendo inoltre la nostra posizione assolutamente negativa a tale insediamento. Infatti stiamo portando avanti in merito azioni legali".

"Come Confesercenti prendiamo atto del rinvio seppur per motivi tecnici - dice il presidente provinciale Massimiliano Spigno - peraltro non possiamo che confermare quanto già sostenuto: sarebbe stato opportuno non svolgere nemmeno la seduta di 15 giorni fa, non perché questo equivalga a una sentenza, ma perché non è possibile esaminare una pratica del genere con questa situazione a livello mediatico e istituzionale. Già dal primo esame sono emersi alcuni elementi che meritano sicuramente un approfondimento e per i quali sarà indispensabile richiedere un accesso agli atti. Ma prima ancora della contrarietà al progetto di per sé, rispetto alla situazione economico-sociale e alla stato della rete distributiva, nonché ai rilievi puntuali al progetto, c'è un tema di chiarezza imprescindibile".

Per Confcommercio, l'apertura di un nuovo supermercato a Sestri Ponente avrebbe conseguenze negative sul territorio: "Negli ultimi decenni - continua Cavo - la città di Genova ha sperimentato una significativa diminuzione della popolazione. Una delle conseguenze più evidenti è la diminuzione del numero di acquirenti locali. Con meno residenti, la domanda di beni e servizi è calata, influenzando negativamente le vendite dei negozi del territorio. Questo trend è particolarmente preoccupante per i piccoli esercizi commerciali, che fanno affidamento principalmente sulla clientela locale per la loro sopravvivenza. Stiamo assistendo alla chiusura di numerosi negozi e le saracinesche abbassate non solo impoveriscono il tessuto commerciale cittadino, ma creano situazioni di degrado urbano, rendendo sempre più concreto il fenomeno della desertificazione dei centri storici". Insomma, "riteniamo pertanto che una grande struttura di vendita come quella che si vuole insediare a Sestri Ponente di 3370 mq di cui 2259 di alimentare e 1011 di non alimentare, dotata di ampi parcheggi, ristorazione, zone ludiche, ecc. non possa sicuramente essere considerata come un intervento di rigenerazione urbana  ma  che  inevitabilmente modificherà i flussi dei clienti,   causando un danno irreversibile alle imprese  del centro storico di Sestri Ponente e della città".

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