Cronaca

Genova "invasa" dai miasmi, resta un mistero l'origine

Un pomeriggio trascorso a cercare di risalire all'origine della "nube maleodorante", senza successo: nessuna certezza che provenga dal porto, né dai depuratori cittadini

Le ricerche sono andate avanti tutto il pomeriggio, ogni angolo del porto è stato setacciato, i depuratori controllati, decine di uomini di Vigili del Fuoco, Municipale, Arpal e Capitaneria impegnati, eppure l’origine del forte odore che nel pomeriggio di martedì ha invaso la città resta un mistero.

I testimoni che l’hanno sentito - e sono stati tantissimi, da piazza De Ferrari a Quinto passando per Carignano, la Foce, Castelletto, Albaro e Sturla -parlando di un insopportabile miasma a metà strada tra “gas, uova marce e fognatura”, a seconda della percezione, e molti impiegati in centro città, dove l’esalazione è stata più forte, hanno addirittura lasciato gli uffici per timore che si trattasse di una massiccia fuga di gas o di qualcosa di pericoloso. 

Eppure, dopo i controlli a tappeto e i campionamenti dell’aria da parte di Arpal, con conseguenti rassicurazioni sul fatto che non ci fossero pericoli per la salute, ancora non si riesce a capire che cosa abbia provocato la “nube maleodorante”. Inizialmente l’origine è stata circoscritta al porto, con ipotesi di un carico maleodorante nella stiva di una nave - si è parlato di cippato, che già in passato aveva provocato un forte cattivo odore - o di esalazioni dovute alla pulizia delle cisterne delle gasiere, ma dopo gli accertamenti la Capitaneria di Porto ha smentito seccamente: «L’odore non proviene da qui».

La Municipale è quindi corsa a presidiare i depuratori, da Cornigliano a Punta Vagno, ma  «anche in questo caso non sono state trovate evidenze della origine dei miasmi». E anche se per i Vigili del Fuoco l’origine dell’odore andava circoscritta in porto, «il prosieguo delle verifiche - hanno fatto sapere in serata dalla Municipale - non ha confermato con certezza l'ipotesi che l'odore provenisse esclusivamente da carichi maleodoranti».

Neppure Arpal è riuscita a individuare le cause della nube, anche se ha escluso, di comune accordo con i Vigili del Fuoco, che potesse essere pericolosa per i cittadini. Che però hanno lamentato in molti casi bruciore agli occhi e alla gola, mal di testa e nausea, per non parlare della preoccupazione, che in certi casi è sfociata in vera e propria psicosi, come dimostrano le decine di telefonate arrivate al 112, numero unico di emergenza. La Regione ha reso noto che in poco più ci un'ora sono state ricevute 367 chiamate, anche se nessun pronto soccorso cittadino ha registrato accessi legati ai miasmi avvertiti nel centro cittadino. 

Il fenomeno è durato poco: il picco per circa una mezz’ora, tra le 16 e le 16.30, in cui la città è stata invasa dall’intenso e sgradevole odore, così come successo il giorno prima, lunedì, nel ponente cittadino, da Cornigliano sino in Valpolcevera. Anche qui, nessuna certezza su cosa l’abbia provocato, anche se le temperature record di ieri hanno certamente influito sulla diffusione.

Ieri le pattuglie della Municipale sono rimaste in presidio per la serata in zona porto per ulteriori verifiche e nell’eventualità di dove esalazioni, ma la “nube” non si è più palesata. Resta un’unica certezza al momento: non è nocivo per la salute. Ma la curiosità rimane tanta, e la sezione Ambiente della Municipale ha aperto un fascicolo su quanto accaduto. 

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