Cronaca

Erzelli, Ingegneria dice no ma il rettore tuona: «Sì al trasferimento»

Continua il braccio di ferro tra il consiglio della Scuola Politecnica e Paolo Comanducci, deciso a portare avanti il progetto di traslocare la facoltà sopra Sestri Ponente

Braccio di ferro tra la Scuola Politecnica e il rettore Paolo Comanducci sul futuro trasferimento della facoltà di Ingegneria agli Erzelli: a pochi giorni dalla sottoscrizione dell’accordo tra Regione, Comune e Università, che ufficializzerà il ruolo chiave della prima nell’impiego dei 75 milioni di euro in fondi statali messi a disposizione proprio per il progetto, la Scuola Politecnica insorge, schierandosi contro un trasloco che non convince non solo docenti e studenti, ma neppure il preside, Aristide Massardo.

Proprio quest’ultimo si è fatto portavoce della resistenza, in un dibattito che è andato in scena nell’aula magna di Villa Cambiaso, durante il quale il rettore Comanducci è parso irremovibile: il trasferimento si farà, non soltanto per mantenere in Liguria i 75 milioni che in assenza di progetto concreto verrebbero destinati ad altro, ma anche per evitare una figuraccia dopo oltre 7 anni di tira e molla.

La decisione di trasferire l’ex facoltà di Ingegneria, oggi ribattezzata Scuola Politecnica, sulle colline del polo tecnologico degli Erzelli era arrivata lo scorso 10 marzo nel corso di un vertice in Regione cui avevano preso parte il rettore, il sindaco Marco Doria, il governatore Claudio Burlando e Luigi Predeval, amministratore delegato di Genova High Tech, un incontro al termine del quale era stato deciso di affidare alla Regione il compito di occuparsi del bando di gara per la costruzione dell’edificio che ospiterà la facoltà.

Per personale amministrativo, docenti e studenti, però, il vero nodo riguarda il problema quotidiano dei trasferimenti, e le difficoltà pratiche per il raggiungimento della nuova sede: una questione cui il sindaco Doria aveva replicato con un secco «gli Erzelli non sono il monte Bianco», ma su cui Massardo non sembra disposto a cedere. E all’indomani dall’ok del ministero dell'Istruzione, che ha confermato al destinazione dei fondi, la tensione cresce, e Comanducci è categorico: «Sarà il consiglio di amministrazione a decidere».

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