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Cornigliano: arrestato con due chili di eroina in cantina

Riforniva di eroina la zona da Sampierdarena al centro storico. Nella serata di mercoledì 23 gennaio 2013, gli agenti della squadra investigativa del commissariato Pré hanno arrestato Indrit Djerri, di 42 anni, nella sua casa in via dei Sessanta

Genova - Riforniva di eroina la zona da Sampierdarena al centro storico. Nella serata di mercoledì 23 gennaio 2013, gli agenti della squadra investigativa del commissariato Pré, coordinati dal vice questore aggiunto Laura Amato, hanno arrestato Indrit Djerri, di 42 anni.

L'uomo è stato prelevato nella sua abitazione in via dei Sessanta 16 dove risiedeva con la compagna, la madre e il figlio di lei, tutti originari di Santo Domingo. La polizia è riuscita a individuare la dimora dello spacciatore di droga grazie a diversi pedinamenti, poiché sui documenti del tribunale di sorveglianza risultava la stessa via, ma un numero civico diverso, mancando una delle due cifre dell'interno corretto.

Una prima perquisizione in casa ha dato esito negativo, ma da un controllo nelle tasche del soggetto sono emerse da una parte un mozzicone di chiave e dall'altra la parte mancante della stessa. Djerri ha riferito di non sapere a cosa servissero. Gli agenti a quel punto si sono recati nel vano cantine dello stabile e hanno provato la chiave nelle diverse serrature fino a individuare la porta giusta. All'interno, dietro diversi cestelli di acqua, era nascosto uno zaino con all'interno quattro panette di eroina per un peso complessivo di due chili.

Gli investigatori ipotizzano che lo spacciatore possa aver posto le bottiglie davanti allo stupefacente per depistare i cani antidroga. Una volta immessa sul mercato la droga avrebbe fruttato una somma intorno ai duecento mila euro.

Per Indrit Djerri, irregolare in Italia, si sono così riaperte le porte del carcere visto che il quarantaduenne era uscito appena due mesi fa dopo aver scontato una condanna per reati inerenti gli stupefacenti. Lo spacciatore aveva ancora l'obbligo di dimora, motivo per cui non poteva uscire di casa dalle 22 alle 7. Per questo i suoi contatti coi clienti avvenivano di giorno in un bar di Cornigliano.

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