Ericsson continua a tagliare posti di lavoro

In questi giorni circola la notizia di nuovi esuberi dichiarati da Ericsson: 350 a livello nazionale di cui 40 a Genova

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Genova - In questi giorni circola la notizia di nuovi esuberi dichiarati da Ericsson: 350 a livello nazionale di cui 40 a Genova. L’ultima procedura di licenziamento è terminata il 31 gennaio scorso; oggi a pochi mesi di distanza Erzelli annuncia un’altra azione pesantissima con ricadute sul nostro territorio che in questi anni ha pagato moltissimo in termini occupazionali. Quella che si preannuncia infatti è l’ottava procedura in 7 anni, ossia da quando Ericsson ha acquisito Marconi. Da allora i dipendenti sono scesi da 1.200 a 690, che potrebbero arrivare a 650 se va in porto la ventilata procedura.

 

Nell’ultimo periodo Ericsson ha perso 70 posti di lavoro ai quali si devono aggiungere i 27 trasferiti nelle sedi di Milano e Roma, senza contare le aziende che lavorano nell’indotto come la  Johnson Controls srl (azienda metalmeccanica) che ha dovuto dimezzare il proprio organico (da 24 a 12).

I fatti dimostrano che l’avventura del Polo Tecnologico degli Erzelli è partita nel peggiore dei modi, proprio nell’azienda che è stata apripista del progetto e doveva essere uno dei gioielli del parco tecnologico e che è destinataria di fondi pubblici. A questo proposito, al di là dei tagli al personale,  sarebbe utile capire quale sia la reale strategia aziendale, anche perché non si sta parlando di una azienda in difficoltà, al contrario: in periodo di crisi Ericsson nel 2012 ha fatturato 34 miliardi di euro a l’ammortare del valore azionario è salito del 25 per cento.

SLC Cgil e Camera del Lavoro, per l’ennesima volta, chiedono alle istituzioni di non limitarsi alle dichiarazioni pubbliche ma di agire affinché una azienda nella quale la città ha riposto molte speranze non venga meno alla promessa di far diventare il capoluogo ligure un fiore all’occhiello non solo del territorio ma del Paese.

Genova non è disposta a cedere un solo posto di lavoro.

Ivano Bosco, Segretario Generale Camera del Lavoro di Genova
Gianni Pastorino, Segretario Generale Slc Cgil Genova

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