Soccorso animali feriti o in difficoltà, l'Enpa: "Ecco chi chiamare"

L'Enpa interviene sulla segnalazione di una lettrice riguardo un gabbiano ferito alla Marina di Sestri. Nessuna associazione ambientalista ha soccorso il volatile

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Apprendiamo con grande delusione la notizia apparsa ieri riguardante il gabbiano in difficoltà alla Marina di Sestri e il mancato intervento delle associazioni ambientaliste. In quanto “associazione ambientalista” riteniamo opportuno fare alcuni chiarimenti: Innanzitutto vogliamo chiarire che il nostro impegno con la fauna selvatica è completamente volontario e autofinanziato, non abbiamo nessun obbligo giuridico, non siamo né un ente pubblico né una forza di Polizia, il nostro intervento è dettato esclusivamente da un obbligo morale. Non abbiamo nessuna convenzione con la Provincia, ma una semplice autorizzazione al trattamento di animali selvatici, consultabile sul sito della Provincia.

Ciò vuol dire che fin dove ci portano le nostre possibilità (e spesso un po' più in là) interveniamo, oltre no. In poco più di due mesi abbiamo soccorso ormai quasi trecento animali, liberandone circa il 70%, ci scusiamo se tutto questo non è abbastanza. In secondo luogo, per quel che riguarda caso specifico, al nostro ufficio non è arrivata nessuna segnalazione, questo perchè con il termine “Protezione Animali” si identificano molte associazioni con rispettivi numeri di telefono, fare confusione è semplice. Il nostro numero di telefono è 0105531696, nel caso nessuno riuscisse a rispondere bisogna chiamare la Polizia Provinciale (0103993223), che prenderà i suoi provvedimenti.

Siamo molto delusi dai commenti che questa notizia ha suscitato nei lettori: Sia chiaro che noi non abbiamo mai chiesto un centesimo a nessuno per i nostri interventi e che, chi sostenesse il contrario, dovrà assumersi la responsabilità legale delle proprie affermazioni. Invitiamo coloro che con tanto livore si dedicano all'insulto, comodamente seduti di fronte ai loro PC, a incanalare le loro energie in un percorso più costruttivo, come ad esempio quello di fare del volontariato da noi e darci una mano a soccorrere un maggior numero di animali o, visto che la poltrona pare essere il loro maggiore talento, a seguirci su Facebook per farsi un'idea della mole del nostro lavoro, prima di offendere. Nel rispetto del lavoro dei nostri volontari non sarà più tollerato alcun commento diffamatorio o offensivo nei nostri confronti.

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