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Cronaca

Domenica di passione per gli ospedali, lunghe code e "pronto" in tilt

Ancora una mattinata difficile per le strutture cittadine, soprattutto per Galliera e San Martino. Tante le ambulanze ferme fuori dagli ingressi, attese interminabili al triage e all'accettazione

Ancora una mattinata di passione per gli ospedali genovesi, che sin dalle prime ore di questa domenica si ritrovano a far fronte a decine di accessi in pronto soccorso e alla carenza di posti letto per i ricoveri.

La situazione più difficile riguarda in particolare il San Martino e il Galliera, maggiormente presi d’assalto dai genovesi: tantissimi gli arrivi delle ultime ore, con numerose ambulanze ferme fuori dagli ingressi (soprattutto al Galliera) e lunghe attese nelle sale d’aspetto e all’accettazione. Una situazione che persiste ormai da giorni, complice il boom di influenza che, stando alle stime, ha costretto a letto già oltre 14mila liguri, la metà soltanto a Genova.

«Siamo in una situazione di criticità», ammettono dalla direzione del 118, che continua a “smistare” ambulanze cercando di far fronte alla continua richiesta, che riguarda soprattutto casi meno gravi, i cosiddetti “codici verdi” e “codici gialli”. Contattato telefonicamente, il dottor Giovanni La Valle, direttore sanitario dell'ospedale San Martino, ha chiarito che «abbiamo avuto un po di congestione nella notte, soprattutto nell’area degenza breve, per l'arrivo di pazienti gravi, ma in generale il passaggio nei Dea (dipartimento di emergenza e accettazione, ndr) è stato regolare. Abbiamo comunque disposto le misure straordinarie previste con l’assessorato alla Sanità per far fronte all’emergenza - ha spiegato a Genova Today - Dal pomeriggio di ieri, e sino a stasera, c'è un medico in più in Dea, e abbiamo potenziato l’organico infermieristico richiamando due persone, in modo da gestire i casi meno gravi, i bianchi e i verdi. Abbiamo inoltre velocizzato la dismissione dei pazienti, da stamattina sono state dimesse una trentina di persone, caso raro la domenica. Teniamo alta l’attenzione, non ci risultano a ora particolari disagi per i pazienti, la situazione si sta lentamente normalizzando».

Contattato telefonicamente anche il Galliera, non ci è stato invece possibile raggiungere il direttore sanitario, anche se la situazione più difficile, rientrata intorno all'ora di pranzo, sembrava riguardare proprio l'ospedale di Mura delle Cappuccine.

Soltanto tre giorni fa, dopo oltre una settimana caratterizzata dal sovraffollamento degli ospedali cittadini, il presidente della Regione, Giovanni Toti, aveva fatto visita al San Martino con l’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale, rassicurando sul fatto che «il sistema ha retto all’emergenza, anche se ci sono ancora degli aggiustamenti da fare» e che «nessuno rimarrà senza cure, soprattutto non al San Martino, che è un’eccellenza italiana».

Tra i provvedimenti adottati dalla Regione per far fronte alla situazione c’è l’apertura straordinaria, il sabato mattina, di 13 studi medici, che hanno dato la propria disponibilità a visitare gratuitamente i cittadini anche se non iscritti nelle loro liste. L’iniziativa, partita il 7 gennaio, è stata replicata il 14 gennaio.

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