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Bucci sulla "emergenza gas": «Nessun pericolo, con sms rischiavamo il procurato allarme»

Il sindaco risponde a chi lo accusa di non avere preso provvedimenti domenica sera, quando i genovesi sono stati invitati a spegnere «immediatamente» gli impianti di riscaldamento

«Non c’è stato alcun problema per l’incolumità»: ha iniziato così, in consiglio comunale, il sindaco Marco Bucci, rispondendo alle critiche relative al modo in cui il Comune ha gestito -  o meglio, non ha gestito - l’emergenza gas di domenica sera. Un’emergenza che è diventata tale a causa del modo in cui è stata comunicata, ha voluto sottolineare Bucci, perché «l’unico problema di protezione civile riguardava le case nei pressi della fuga di gas di Murta, per cui si è attivati subito. Per il resto non c’è stato alcun tipo di rischio o pericolo»,

Ed è per questo, ha sottolineato il primo cittadino, che non sono arrivate allerte via sms, non è stato attivato il Centro Operativo Comunale e neppure un numero verde (queste le richieste di chiarimento di Pd e Lista Crivello): «Se lo avessimo fatto, saremmo stati responsabili di procurato allarme, perché lo avremmo fatto senza pericolo effettivo. E il procurato allarme è un reato perseguibile a livello penale, per cui io personalmente ho deciso di non attivare l’emergenza».

Fuga di gas, polemica sulla gestione del Comune. Il sindaco: «Sms inutili e costosi» | Video

Il problema, lo ricordiamo, si è verificato dopo la rottura del metanodotto da 40 cm di diametro "Spina di Genova", uno dei principali della città, che serve gran parte del ponente. Snam e Iren dopo la perdita ne hanno predisposto la chiusura chiedendo poi intorno alle 18.30, con un comunicato che a molti è effettivamente parso allarmistico, anche perché inizialmente privo di spiegazioni, di «chiudure immediatamente tutto gli impianti di riscaldamento e di usare il gas solo per cucinare».

Bucci ha quindi smentito la presenza di emergenze, confermando di essere stato informato subito della necessità d chiudere gli impianti per evitare il blocco e sottolineando poi che l’invio di sms per avvisare la popolazione sarebbe stato molto costoso - «Spendiamo in media 5mila euro per l’invio di sms» - e ammettendo che c’è sicuramente «un problema in termini di situazioni in cui è necessario fare attenzione, come quella di domenica. In caso di allerta sappiamo benissimo cosa fare, compresi gli sms. Ma in casi di attenzione, quando non ci sono rischi per l’incolumità pubblica, non abbiamo una procedura e ci dobbiamo sicuramente lavorare. Non si allarma una città per quello che è successo domenica sera - ha concluso Bucci, secco - ma bisogna sicuramente dare informazione. Iren ha deciso di informare anche attraverso le televisioni, e su questo non mi pronuncio, ma noi dobbiamo lavorare a un sistema efficace ed economico».

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