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Edicole in crisi anche a Genova: quasi dimezzate negli ultimi 6 anni

I punti vendita di quotidiani e periodici sono passati dai quasi 500 del 2010 agli attuali 270, e il 30% è ancora a rischio. Da Confesercenti un'alleanza per salvare le sopravvissute

In Italia si legge sempre meno, quantomeno le notizie, soprattutto sui quotidiani di carta: per quanto riguarda Genova, stando a un'analisi di Confesercenti, dal 2010 a oggi hanno chiuso i battenti oltre 200 edicole, 80 negli ultimi due anni, con il 30% delle 270 superstiti a rischio.

A snocciolare i preoccupanti dati è Christian Cartosio, nuovo presidente provinciale di Fenagi, la Federazione nazionale Giornalai aderente a Confesercenti, che insieme con altri colleghi titolari di edicole nei vari quartieri del capoluogo ligure ha dato vita a un direttivo finalizzato proprio ad avere un maggiore "polso" del territorio. Molteplici le cause alla base della morìa di edicolanti: da una parte la tendenza sempre maggiore a informarsi con nuovi mezzi di comunicazione, Web e social network in testa, dall’altra le difficoltà derivanti dalla necessità di informatizzare i punti vendita e affiancare alla vendita dei soli quotidiani e periodici merce varia in grado di differenziare l’offerta, passando per il rinnovo delle concessioni dei chioschi e i canoni d’affitto sempre più alti.

Proprio a causa dell’affitto esorbitante, la rinnovata stazione ferroviaria di Principe si ritrova a oggi senza edicole: pur restando quella in piazza Acquaverde, a pochi metri dagli ingressi, nella stazione non esiste più alcun tipo di rivendita di giornali, e i tanti turisti e non solo che desiderano acquistarne uno prima di salire sul treno si ritrovano a bocca asciutta. Ma sono tantissimi i caratteristici chioschi verdi che negli ultimi tempi hanno chiuso e sono stati alternativamente rimossi o abbandonati al degrado in attesa che qualcuno li rilevi: è il caso, per esempio, di quello in corso Firenze, poco prima dei giardini Marco Dino Rossi, utilizzato come rifugio di fortuna dai senzatetto e semidistrutto da un’auto, o della storica edicola all’incrocio tra via Galata e via Serra, conosciuta dai residenti della zona per le “massime” affisse al posto delle locandine, oggi addirittura rimossa.

«L'obiettivo del direttivo è necessariamente quello di combattere tutte queste battaglie insieme, portando sul tavolo non solo "mugugni", ma anche proposte, idee e azioni - ha fatto sapere Cartosio - Per molti colleghi queste parole potranno sapere di "già visto" e "già sentito", ma in altre città l'unione tra edicolanti ha permesso la realizzazione di progetti importanti: e penso a quanto successo, per esempio, a Bologna e Parma. Genova non deve essere da meno e tutti possono dare il loro contributo».

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